Ritirato il Piano sul Passetto

Passetto - Seggiola del Papa

 

Il Comune di Ancona ha ritirato (provvisoriamente ?) il Piano sul Passetto di cui vi avevamo informato.

Questo ci è stato detto ieri dagli architetti Mancini e Galletti della Provincia.

Ora ci serve l'appoggio di tutti per convincere l'amministrazione del fatto che i monumenti naturali di roccia della falesia anconetana non vanno toccati.

Il Piano del Passetto serve, ma non deve rovinare il paesaggio e l'ecosistema.

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Giù le mani dai monumenti naturali di roccia della costa anconetana

quadrato e seggiola del papa

 

Difendiamo il bene comune ambientale e paesaggistico del Passetto e della costa anconetana alla base della falesia tra il Guasco e Pietralacroce ! Fermiamo il danneggiamento prima che sia troppo tardi !

Giù le mani dai monumenti naturali di roccia della costa anconetana !

Cari concittadini,

dopo anni di attesa è stato presentato dal Comune di Ancona un “Piano di Recupero del complesso delle grotte del Passetto”, che è necessario per consentire delle opere di fondamentale manutenzione lungo il tratto di costa anconetana alla base della falesia tra il Guasco e Pietralacroce.

Il suddetto Piano si presenta come un progetto abbastanza valido in funzione dell’esistenza e valorizzazione delle grotte. Tuttavia esso si propone anche come dichiarato “obiettivo principale” quello della “continuità orizzontale dei percorsi ai piedi delle grotte”, che “permetta di congiungere pedonalmente” i “quattro ambiti” in cui è articolata l’area, “dal molo del collettore sotto al Cardeto a nord fino alle grotte di Monte S.Venanzio a Sud”(pag.8).

Questo obiettivo appena citato a nostro parere deve mettere in allarme tutti i cittadini che amano il tratto di costa interessato dal Piano. Infatti sembra una proposta positiva, ma ad uno sguardo attento si rivela voler mettere in atto un gravissimo danno al paesaggio e, per effetto degli interventi che si renderebbe poi necessari, un autentico “cavallo di Troia” che innescherebbe successivi enormi danni ecologici e ambientali.

Noi crediamo nel grande valore delle grotte, così come in parte nella validità generale di un’idea di collegamento, ma facciamo notare che questo ultimo già esiste, con tratti in orizzontale e in pendenza, e che la straordinarietà paesaggistica del tratto di costa che comprende i suddetti “4 ambiti” citati nel Piano è dato dalle grotte, dalla falesia, ma soprattutto dagli spettacolari monumenti naturali di roccia, scolpiti dal mare e dal vento, meraviglie che creano un ostacolo di pura e selvaggia bellezza alla “continuità orizzontale dei percorsi”, e fanno del paesaggio di questa costa uno dei più belli del Mediterraneo.

Questi monumenti naturali non si possono considerare come un ostacolo da oltrepassare per collegare i vari ambiti dove si trovano le grotte, ma un capolavoro di bellezza insuperabile, da celebrare e rispettare, che costituiscono il cuore di questi tratti di costa e l’elemento geologico cui Ancona deve la sua stessa esistenza. Non sono degli anonimi “non luoghi” su cui passare, ma dei capolavori da contemplare.

Noi non siamo contrari alla possibilità di realizzare un collegamento, che permetta di accedere, camminando lungo la battigia, ad un notevole tratto di costa; si tratta esclusivamente di quello compreso tra il confine meridionale della Fincantieri e il confine settentrionale della piattaforma rocciosa della Grotta Azzurra.

In questo tratto di circa un chilometro, che permetterebbe di collegare pedonalmente il porto al Passetto, non sono presenti particolari emergenze paesaggistiche da tutelare.

Ci sembra evidente che realizzare strutture di collegamento non sia sempre e ovunque virtuoso, a dispetto della apparente positività generale di questo obiettivo. Se le strutture devono essere fatte passare sopra una bellezza assoluta, necessariamente ostacolandone la contemplazione e quindi rovinando il valore paesaggistico che essa disegna, si deve rinunciare alla possibilità di metterle in opera.

Questo è il caso degli straordinari monumenti naturali di scintillante roccia bianca della costa anconetana, alcuni dei quali poco conosciuti, che si trovano tra il Guasco e Pietralacroce. Si tratta di capolavori della natura chiamati con nomi quali “Grotta Azzurra”, “Cerusici”, “Quadrato”, “Seggiola del Papa”, “Scogli Lunghi”, “Scalaccia”, “Campo del Mare”, “Scogli del Cavallo”, “Draghetti”.

Sarebbe inaccettabile se per collegare tra di loro i “4 ambiti” con le grotte si andasse a deturpare la bellezza di questi capolavori. Infatti questi si ammirano soprattutto dal mare e con nessun mezzo tecnico sarebbe realisticamente possibile rendere invisibili o nascondere delle strutture che venissero collocate sopra di esse.

Inoltre queste ultime potrebbero essere di ostacolo e pericolo alla balneazione e alle abituali modalità di frequentazione socio-ricreativa dei cittadini, spesso adolescenti che trovano in questi luoghi occasione unica di contatto libero, ludico e insieme formativo con l’ambiente naturale. Pensiamo ad esempio alla Grotta Azzurra, dove generazioni di cittadini hanno imparato a fare i tuffi, a nuotare, ad arrampicarsi sulle rocce. Eventuali passerelle impedirebbero questi tipi di attività (che verrebbero necessariamente vietate) e dovrebbero essere soggette a un controllo costante per evitare che qualcuno si faccia male.

C’è da considerare che queste strutture, quando fossero incautamente realizzate entro la fascia altitudinale interessata dalle onde di burrasca, che è assai estesa nelle zone di piattaforma rocciosa, sarebbero sottoposte a due tipi di problematiche:

  • il loro utilizzo dovrebbe essere interdetto tutte le volte che le condizioni del mare lo rendessero necessario, per ragioni di sicurezza, e le prime non sempre sono prevedibili;
  • verrebbero lesionate continuamente, non solo per la forte usura del materiale a contatto con ambiente umido e salato, ma anche per l’azione del moto ondoso.

Strutture di questo tipo, collocate dove la natura non lo permette, avrebbero bisogno di controllo e manutenzione costante e costosa, senza la quale potrebbero diventare in breve tempo fatiscenti e ancora più pericolose.

Ovviamente è necessario chiedere che nessun intervento previsto nel Piano debba richiedere, nella maniera più assoluta, la messa in opera di barriere artificiali frangiflutti per la protezione dal moto ondoso, per non danneggiare in alcun modo la salute dell’ambiente naturale costiero, il suo paesaggio e il rapporto sociale e ricreativo tra i cittadini e il mare aperto; tutte le opere progettate dovrebbero dare la garanzia di non richiedere alcun intervento di difesa dall’azione del mare e in caso ciò non avvenga il Piano dovrebbe prevederne la demolizione. I collegamenti previsti non potrebbero resistere senza protezione dal moto ondoso e questo significherebbe rovinare completamente la nostra costa.

Interventi di difesa costiera avrebbero esisti disastrosi sia dal punto di vista paesaggistico che ecologico. Le scogliere sommerse che si trovano lungo la costa interessata dal Piano, oltre a costituire in sé habitat di interesse comunitario, ospitano specie biologiche di interesse prioritario secondo la direttiva Habitat della UE, come la Lithophaga lithophaga e la Cystoseira.

Le grotte sottomarine sono un habitat di interesse comunitario anche più raro e nel nostro tratto di costa ne sono presenti due, quella della Grotta Azzurra e una seconda, di maggiori dimensioni, all’interno della piattaforma rocciosa della Scalaccia. I canali e le vasche naturali che si trovano tra le scogliere emerse delle piattaforme rocciose rappresentano ambienti molto particolari e delle nursery per molte specie di pesci e altri organismi. Ostacolare il ricambio di acqua in questi ambienti significherebbe danneggiare queste forme di vita e incrementare processi putrefattivi, con danno alla salute del mare e alla nostra, favorendo inoltre la proliferazione dell’alga tossica Ostreopsis Ovata.

Quindi se venisse conservata l’attuale previsione di collegare indiscriminatamente tutti gli ambiti con le grotte compresi nel progetto, con gli inevitabili interventi a loro difesa si andrebbe a causare un danno enorme al nostro patrimonio paesaggistico, ambientale, socio-culturale e ricreativo.

Stiamo parlando della tutela di un tratto di costa che è di bellezza e valore assoluto.

Chiediamo quindi a tutti i cittadini di unirsi a noi per difendere questo bene comune così prezioso e consegnarlo alle generazioni future così come ci è stato dato.

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Clicca qui per visionare o scaricare il «Piano di Recupero del complesso delle grotte del Passetto - Trasmissione della proposta preliminare del Piano di recupero integrata con le richieste dell’A.C. e Rapporto preliminare per assoggettabilità a VAS e/o scoping»

 

FAI - i 23 luoghi scelti per gli interventi

FAI 23 luoghi scelti

La raccolta di firme organizzata nel 2014 dal Comitato Mare Libero per le "Costa del Passetto, Grotte e Scogliere della Seggiola del Papa ad Ancona" è stata premiata in questi giorni dal FAI. Il nostro "Luogo del Cuore" è stato scelto insieme ad altri 22 siti a livello nazionale.
Una grande vittoria per tutti i cittadini che amano questo luogo e lo vogliono custodire così com'è!


FACCIAMO RINASCERE I LUOGHI DEL CUORE

Ecco i 23 luoghi scelti per gli interventi relativi alla settima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”

dalla Certosa di Trisulti a Collepardo (FR) ai Vigneti di Rolle (TV) dal Convento Francescano di San Gennaro Vesuviano (NA) al Parco Archeologico di Suasa (AN)

Milano, 19 novembre 2015. È passato poco più di un anno dalla chiusura della settima edizione – lanciata a maggio 2014 – del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che ha visto la straordinaria partecipazione di oltre 1.600.000 persone, unite nel nome di un’Italia da tutelare per le generazioni future.
Per dare una risposta concreta a questa incredibile mobilitazione degli italiani e intervenire con progetti concreti a favore di alcuni luoghi tra quelli segnalati, dopo un lavoro di analisi e monitoraggio, FAI e Intesa Sanpaolo annunciano 23 progetti di restauro e di valorizzazione.

Oltre a intervenire sui primi tre classificati – il Convento dei Frati Cappuccini a Monterosso al Mare (SP), la Certosa di Calci (PI) e il Castello di Calatubo ad Alcamo (TP) – e sul vincitore della sezione “Expo 2015 – Nutrire il pianeta” dedicata ai luoghi della produzione e della trasformazione alimentare – le Saline di Marsala e la laguna Lo Stagnone a Marsala (TP) – che beneficeranno di un contributo diretto, sono stati selezionati altri 19 luoghi valutati nell’ambito delle Linee Guida per la definizione degli interventi, introdotte per la prima volta nel 2013, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Le Linee Guida hanno quindi offerto la possibilità a tutti i proprietari e ai portatori di interesse dei 257 beni che hanno ricevuto più di 1000 voti di presentare al FAI una domanda, a fronte di un preciso programma di azione e certezze sui primi finanziamenti, per beneficiare di un intervento diretto da parte del FAI e di Intesa Sanpaolo.
Quattro le tipologie proposte: presentazione di un progetto o di un lotto di progetto da co-finanziare per interventi di restauro o riqualificazione; definizione di un itinerario culturale tra più Luoghi del Cuore; realizzazione di un’iniziativa di promozione/valorizzazione; richiesta di un’istruttoria presso gli enti di tutela...

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Fiore di Luna

Alcune foto dello spettacolo FIORE DI LUNA

 

      

Monologo teatrale "Fiore di Luna"

 

Il 18 settembre alle ore 21.30, presso la Grotta n° 43 al Litorale del Passetto, avrà luogo la rappresentazione teatrale "Fiore di Luna".
Libero adattamento di Silvia Terribili, ispirato da un racconto presente all’interno del romanzo Orcynus Horca di Stefano D’Arrigo.

Questo evento, a cura del Comitato Mare Lbero, fa parte delle iniziative del Comitato Museo del Mare di Ancona.

Vi aspettiamo numerosi.

Grazie a tutti !

 

Grazie alle nostre iniziative e alle firme raccolte abbiamo ottenuto grandi risultati !

  • Nei mesi di novembre e dicembre 2014 è stato ricostruito interamente dal Comune di Ancona il terrapieno antistante la Seggiola del Papa che era stato distrutto dalle mareggiate del novembre 2013;
     
  • nei prossimi mesi (presumibilmente maggio-giugno 2015) il Comune di Ancona provvederà a lavori di protezione di parte della falesia della Seggiola del Papa, consentendo di ridurre l’area il cui accesso è attualmente interdetto per ragioni di scurezza;
     
  • le “scogliere naturali e grotte della Seggiola del Papa (Passetto) e della falesia costiera anconetana” hanno ottenuto la posizione n°124 su oltre 22.000 luoghi censiti dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) nel suo 7° censimento i “Luoghi del Cuore”.

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Maestro d'Ascia

maestro d.ascia

Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Basta Acqua Sporca

basta acqua sporca

Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

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