Comitati Cittadini di Falconara Marittima Rigassificatore API, Valutazione di Impatto Ambientale ed ipotesi di “omissioni di atti d’ufficio”

Fonte articolo: comitati-cittadini.org

Rigassificatore API, Valutazione di Impatto Ambientale ed ipotesi di “omissioni di atti d’ufficio”: rischia l’archiviazione l’esposto di Ondaverde Onlus dopo 5 anni di indagini da parte della Procura della Repubblica di Ancona. Ma Ondaverde non ci sta, si oppone e insiste: sono stati ignorati o sottovalutati dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Marche i rischi della clorazione e del raffreddamento dell’acqua di mare, il rischio sismico, i dati non attendibili delle centraline della qualità dell’aria. E oggi c’è LA PROVA che la rigassificazione “a circuito aperto” provoca danni al mare e determina rischi per la salute pubblica: lo ha stabilito la sentenza del Tribunale di Rovigo del 9 novembre 2016 riguardo al rigassificatore di Porto Viro in cui vengono usate ingenti quantità di acqua di mare per rigassificare … come avverrà con il progetto di API Nòva Energia!

Rischia l’archiviazione l’esposto depositato da Ondaverde Onlus alla Procura della Repubblica di Ancona il 16 ottobre 2013 il quale chiedeva di verificare se erano state commesse OMISSIONI nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che la Commissione Tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente e la P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali della Regione Marche svolsero sul progetto del rigassificatore di API Nòva Energia. La Procura di Ancona ha svolto indagini nei confronti di ignoti riguardo a due ipotesi di reato: gli articoli del Codice penale 323 (abuso d’ufficio) e 328 (omissione di atti d’ufficio), ma ha comunicato all’esponente Ondaverde la decisione di archiviare il procedimento senza specificare alcuna motivazione. L’opposizione all’archiviazione della Onlus falconarese consegnata nelle scorse settimane al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), chiede che siano convocati ed ascoltati come testimoni alcuni Tecnici dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente) per la questione del sistema di rigassificazione “a circuito aperto” dell’impianto di API Nòva Energia che determinerà la clorazione e il raffreddamento di ingenti quantità di acqua di mare. Sono gli stessi tecnici sulla cui consulenza si sono basate le motivazioni del Tribunale di Rovigo che il 9/11/2016 - pur dichiarando assolti il Direttore Tecnico ed il legale Rappresentante della Soc. TERMINALE GNL ADRIATICO srl dai reati di distruzione o alterazione di bellezze naturali e getto pericoloso di cose (art. 734 e 674 c.p.) - ha accertato che il processo di rigassificazione “a circuito aperto” determina la produzione di schiume a causa dell’azione meccanica e termica esercitata sull’acqua del mare. Lo stesso sistema a circuito aperto che è previsto per il rigassificatore di API Nòva Energia. ...continua a leggere su: comitati-cittadini.org

 

Ondaverde e Comitato Villanova diffidano Ministero dell’Ambiente, Regione e Comune

comitati-cittadini-diffida-01-2013

 

L’Ondaverde ONLUS ed il Comitato quartiere Villanova hanno inviato al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Marche e al Comune di Falconara Marittima una Diffida ad autorizzare la realizzazione del metanodotto a servizio del terminale di rigassificazione del GNL di API Nòva Energia in assenza di una approfondita valutazione del rischio sismico poiché l’area di Falconara M. potrebbe essere soggetta non solo a terremoti di magnitudo superiore a 6 ma, soprattutto, a fenomeni di fagliazione superficiale potenzialmente in grado di rompere il suolo nella porzione a terra o il fondo marino nell’immediato off shore.


E’ noto che nessuna installazione, anche la più avanzata dal punto di vista ingegneristico, è in grado di reggere una rottura al suolo associata alla propagazione in superficie di una faglia attiva. la diffida

 

La presenza di importanti faglie attive capaci di generare terremoti di magnitudo medio-alta con rottura del suolo è semplicemente ricavabile - già dal 2006 - dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ma nonostante che le osservazioni delle Associazioni nel 2008 al progetto di API Nòva Energia avessero sottolineato <<la pericolosità sismica lungo il tracciato del metanodotto non adeguatamente valutata in termini di eventuali conseguenze>>, la problematica non è stata valutata da nessuno!

 

http://zonesismiche.mi.ingv.it

http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/marche.html

http://diss.rm.ingv.it/dissNet/

http://diss.rm.ingv.it/GFMaplet3_INGV/GFMaplet/Default

 

Il progetto di rigassificazione del GNL di API Nòva Energia prevede il percorso del metanodotto (del diametro di 32″ = 81,28cm) dal punto di rigassificazione in mare - a 14 Km dalla costa - all’interno del sito industriale API a rischio di incidente rilevante e all’esterno del sito nel territorio del comune di Falconara M. (SS16 - orto botanico - parco Cormorano - fiume Esino).

 

Ad Ottobre 2012, è stata apportata la terza modifica dell’approdo del metanodotto per la quale API Nòva Energia ha chiesto l’esclusione della Valutazione di Impatto Ambientale al Ministero dell’Ambiente.


Proprio la valutazione della nuova modifica da parte delle Associazioni ha portato alla luce la mancanza di valutazioni riguardo il rischio sismico nel progetto complessivo da parte del Ministero dell’Ambiente, della Regione Marche e del Comune di Falconara M. nonché una richiesta di approfondimento rivolta ad API Nòva Energia.

 

La Diffida è stata portata alla conoscenza anche della Procura della Repubblica di Ancona e della Direzione della Protezione Civile delle Marche.


Staff l’Ondaverde e Comitato Villanova


 

approdo metanodotto progettato da API

 


 

faglie attive e sismogenetiche nelle marche

 


 

sorgenti sismogeniche

 



 

 

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La crisi impone nuove soluzioni

 LA CRISI IMPONE NUOVE SOLUZIONI

Nel corso del 2011 tanti cittadini, sindaci e categorie del territorio hanno espresso una posizione di contrarietà al rigassificatore API perché convinti che quel tipo di approccio fosse pericoloso e avrebbe finito per portare, presto o tardi, alla situazione attuale. Soprattutto si trattava e si tratta di un progetto che oltre a non portare occupazione, espone l’habitat naturale e la comunità locale a rischi notevoli.
Nel corso di queste ultime settimane abbiamo seguito l'evolversi della situazione negativa per ciò che attiene l'occupazione alla API di Falconara, e abbiamo appreso della convocazione di vari tavoli fra Regione, Azienda e Sindacato. La scelta dell’azienda di sospendere per un anno la raffinazione conferma quanto affermato in questi ultimi anni dal circuito associativo sociale e ambientale: gli impianti di raffinazione sono destinati sempre più ad un netto ridimensionamento. E’ la dimostrazione di un modello energetico ormai al tramonto. Si tratta di uno scenario internazionale di cui è necessario prendere atto, per prospettare un modello alternativo ecocompatibile, con ricadute positive dal punto di vista occupazionale.
Noi riteniamo utile un tavolo di confronto più ampio che tenga conto delle esigenze dell'intero territorio dichiarato Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale e dei cittadini che vi vivono e vi lavorano, prendendo in considerazione ipotesi diverse di sviluppo. Ciò anche perché non si vede quali garanzie fornite dalla API possano essere credibili dopo quello che è accaduto.
Riteniamo che il gruppo API nel suo insieme abbia le competenze per continuare a svolgere un ruolo importante nel tessuto produttivo locale e regionale, ma all'interno di un percorso realmente condiviso con il territorio, l'unico probabilmente capace di garantire gli attuali livelli occupazionali per i prossimi 10-15 anni e capace di evitare ulteriori casi Montedison.
Nell'ambito dell'attuale Piano Energetico Ambientale Regionale segnaliamo, ad esempio da tempo e purtroppo invano, l'esistenza di settori quali le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico come possibili opportunità di lavoro per il Gruppo API.
    
Le associazioni sottoscriventi, rappresentanti di tanti cittadini e di tanta parte di realtà sociale, ritengono sia d’interesse pubblico (lavoratori e cittadini) convergere sui seguenti obiettivi:

1.    approvazione di un piano di risanamento pluriennale del territorio AERCA che preveda da subito l’impiego delle maestranze dell’API a rischio cassa integrazione;

2.    riconversione del sito industriale a polo tecnologicamente avanzato sfruttando le sinergie con altre aziende marchigiane orientate alla ricerca, allo sviluppo, alla innovazione nel settore delle rinnovabili.

Su queste proposte le associazioni sono pronte a confrontarsi senza pregiudizi con tutti coloro che vorranno iniziare a costruire insieme un futuro migliore per i cittadini di Falconara e degli altri comuni dell’AERCA.
Invitiamo i lavoratori tutti dell’API (diretti e dell’indotto), le rappresentanze sindacali e la RSU a non lasciarsi incantare o ricattare e a inaugurare, invece, nel rispetto dell'autonomia della propria lotta sindacale anche degli spazi di discussione che abbattano il vecchio e dannoso muro d’incomunicabilità con l’esterno.
Sarà necessario, per il bene comune, orientarsi verso una prospettiva diversa, servirà farlo insieme e al più presto, perché la crisi impone nuove soluzioni.

FIRMANO:
Ambasciata dei Diritti, Circolo “Il Pungitopo”, Comitato Mare Libero, Comitato Mezzavalle Libera, Comitato di Quartiere Villanova, CSA Kontatto Falconara, Falkatraz Onlus, Forum Paesaggio Marche, Italia Nostra Onlus Ancona, Italia Nostra Onlus Marche, Legambiente Marche, Lupus in Fabula, Ondaverde Onlus, Terra Mater, WWF Marche

 

Lì, 17 luglio 2012.

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Comitati Vs RAI - Diritto alla Pluralità

Comitati Vs RAI-Diritto alla Pluralita

E’ ciò che è emerso dall’istruttoria del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.Re.Com) a seguito dell’esposto di Ondaverde Onlus, Falkatraz Onlus e Comitato Villanova (associazioni aderenti al Coordinamento NO RIGASSIFICATORI) le quali in principio - il 13 luglio scorso - si erano inutilmente rivolte al Direttore della sede RAI di Ancona affinché ospitasse “una comunicazione aggiuntiva che bilanciasse le informazioni diffuse con l’intervista del prof. Corrado Piccinetti” durante il TGR delle 19,30 del 7 luglio 2011.

Intervista prof. Piccinetti dal TG Regione del 7 luglio 2011

Si era all’indomani - 6 luglio - del burrascoso via libera al rigassificatore di API Nòva Energia da parte del Consiglio Regionale delle Marche e il TGR RAI aveva intervistato il Prof. Biologo Corrado Piccinetti il quale aveva svolto considerazioni a nostro avviso superficiali e che informavano parzialmente, omettendo rischi oggettivamente riconosciuti dalla comunità scientifica, come quello della immissione di acque fredde e clorate da parte degli impianti di rigassificazione del gas liquido naturale (GNL).
La richiesta scritta inviata dalle associazioni NO RIGASSIFICATORI al Direttore della sede RAI di Ancona affinché bilanciasse le informazioni diffuse con l’intervista ad un altro biologo che avremmo potuto indicare, non ottenne alcuna risposta.

Richiesta a RAI delle associazioni

Così ci siamo rivolti al Co.Re.Com. che ha aperto l’istruttoria al termine della quale non ha potuto obbligare la RAI ad una rettifica in quanto non si è trovato di fronte alla oggettiva falsità di una notizia bensì al problema di “garanzia della pluralità delle fonti di informazione“.

Corecom Marche

Mettere in campo la pluralità delle fonti atteneva ed attiene alla libertà informativa del TGR RAI, libertà diretta ad arricchire e differenziare l’insieme pluralistico delle voci indirizzate al pubblico.
Ma la conclusione del Co.Re.Com.
che “raccomanda la RAI - TGR Marche di dare voce alle posizioni differenti rispetto a quelle espresse nel servizio mandato in onda al fine dell’effettiva applicazione del diritto alla pluralità e completezza dell’informazione” rivela esattamente quello che non ha fatto … ovvero che il Direttore RAI Marche ha scelto liberamente di non fare!

Il Direttore del TGR RAI Marche ha scelto liberamente di non garantire la pluralità e completezza delle fonti di informazione indirizzate al pubblico!

Purtroppo dobbiamo constatare anche la protervia di chi fa finta di non sapere di svolgere un servizio pubblico.
Infatti dall’istruttoria del Co.Re.Com. Marche risulta che “la RAI nella nota del 14/9/2011 si rende peraltro disponibile a dare conto di opinioni dissenzienti da quelle espresse dal Prof. Piccinetti, ove ne fosse fatta richiesta“!
OVE NE FOSSE FATTA RICHIESTA ????

LO ABBIAMO GIÀ CHIESTO IN QUEI PRECISI TERMINI IL 13 LUGLIO SCORSO, E DA QUELLA DATA ATTENDIAMO UNA RISPOSTA DAL SIG. DIRETTORE DEL TGR-RAI MARCHE!

Sono trascorsi 156 giorni … Attenderemo ancora che quella richiesta del 13 luglio venga soddisfatta e da oggi attiviamo un apposito contagiorni!

x le associazioni: Loris Calcina (Ondaverde Onlus)

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Cantrale a GAS porto di Ancona

Corriere Adriatico 15-12-2011-Centrale a gas c.e la cordata min

 

A seguito delle recenti notizie sulla centrale a GAS che vorrebbero costruire nel porto di Ancona (clicca qui o sull'immagine per leggere l'articolo del Corriere Adriatico), pubblichiamo volentieri il comunicato di Italia Nostra e Legambiente:

 

Italia Nostra onlus Legambiente

 

UNA CENTRALE ELETTRICA E MILLE NAVI GASSIERE L’ANNO IN PORTO
QUANDO LA FANTASIA SUPERA OGNI LIMITE

Nel mentre la città di Ancona è interessata dall’inquinamento senza limite della area portuale che si riverbera sul centro cittadino, nel mentre a livello regionale si contesta con forza la realizzazione di rigassificatori non previsti dal Piano Energetico Regionale e senza una pianificazione energetica nazionale, nel mentre si discute da anni di un waterfront per accogliere al meglio turisti e croceristi, l’Autorità Portuale di Ancona tira fuori dal sacco dei regali di Natale il progetto di realizzare una nuova centrale elettrica nel cuore stesso di Ancona.
Il “pacco” è già pronto con tanto di soggetti economici disponibili, con l’ipotesi di mille approdi l’anno di navi gassiere nel porto di Ancona con tanto di gasdotto fino all’API.
Ciò a prescindere da ogni previsione del Piano Energetico regionale, del Piano Regolatore del Porto, delle aspirazioni della città di Ancona, delle scelte effettuate come porto crocieristico.
E, ovviamente, senza aver nulla discusso con i cittadini di Ancona, senza alcuna preventiva partecipazione ma immaginiamo con il parere favorevole di Confindustria, rappresentata nel Comitato del Porto dall’ingegnere Cogliati dell’API.
A questo punto siamo curiosi di sapere cosa hanno detto i rappresentanti nel Comitato della Regione Viventi, della provincia Casagrande e del Comune di Ancona Franzoni.

Lunedì 19 dicembre alle ore 17 riunione di tutte la associazioni che hanno a cuore i destini della Città presso la sede di via Bonda 1/b.


Ancona, 15 dicembre 2011

 

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Occupy Ancona

Occupy Ancona manifesto


Comunicato stampa

“Occupy Ancona!”

Sabato ad Ancona l’attesa manifestazione convocata dalla “Assemblea Permanente Movimenti Marche”. Si inizia alle 17 in Piazza Roma. Interventi, flash mob, musica ribelle: la società civile organizzata prende la parola e l’iniziativa contro la manovra Monti, per costruire l’alternativa ad un modello che distrugge le vite delle persone e l’ambiente.

Piazza Roma come Zuccotty Park? Il centro del capoluogo regionale come quel piccolo luogo nel cuore di Manhattan, divenuto simbolo degli “indignati” di tutti il mondo? Diciamo che la manifestazione, dal titolo “Occupy Ancona”, che l’Assemblea Permanente Movimenti Marche ha promosso per sabato 17 dicembre  a partire dalle 17, sarà molto di meno ma anche molto di più. Di meno perché “l’accampata” durerà solo qualche ora e non ci sarà nessuna occupazione in pianta stabile della piazza (per ora). I gazebo che verranno installati sin dal primo pomeriggio saranno una presenza momentanea e ognuno tratterà i temi più importanti al centro dell’iniziativa: lavoro, acqua, ambiente, precarietà, diritti delle persone. Molto di più  perché la varietà e la ricchezza dei movimenti e delle singolarità presenti all’interno della neonata rete regionale si dispiegherà ampiamente durante la manifestazione. Il programma che si sta ultimando in queste ore prevede interventi delle situazioni simbolo dell’indignazione marchigiana: dai lavoratori licenziati o in cassa integrazione, a chi è impegnato nella resistenza ecologica contro i progetti distruttivi del territorio, dai comitati per l’acqua pubblica, da mesi mobilitati affinché sia rispettata la volontà dei 27 milioni di italiani che a giugno hanno detto chiaramente che i beni comuni non possono essere usati per fare profitto, ai ragazzi dei collettivi studenteschi, dai precari agli immigrati, proprio a pochi giorni dalla terribile strage di Firenze. Ma anche musica, flash mob di gruppi teatrali, “provocazioni” sui temi della crisi in mezzo allo shopping natalizio. Insomma un primo momento di mobilitazione contro la manovra del Governo Monti che “colpisce i soliti” e non tocca “le grandi rendite finanziarie”. Perché “un’altra economia è possibile, rispettosa dei diritti delle persone e dell’ambiente”.
L’Assemblea Permanente Movimenti Marche chiama a raccolta tutti quelli che non vogliono abbassare la testa. Sabato Piazza Roma i protagonisti saranno loro.

Rifkin, Spacca e i No rigassificatori…

Rifkin Spacca e i No rigassificatori YouTube

Ieri lunedì 14 novembre nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona i riflettori erano puntati sulla prolusione di Jeremy Rifkin, l’economista della Terza Rivoluzione Industriale, ricercatore pionieristico delle biotecnologie e della green economy, l’autore de “La fine del lavoro” e “La civiltà dell’Empatia” tra gli altri. Ad accoglierlo, tra i tanti correlatori, doveva esserci il Presidente della Regione Spacca, che ha snobbato l’appuntamento. Presenti invece i “No rigassificatori” che hanno esposto striscioni e bandiere, e preso parola. In effetti la presenza di Spacca, avrebbe stonato con il senso dell’iniziativa. Attenderemo altre inevitabili occasioni di confronto…L’economista di fama internazionale, applaudito dal pubblico, ha biasimato le politiche di austerity italiane, la deriva tecnocratica del nascente governo Monti, esponendo invece la necessità di un cambiamento globale e locale del modello produttivo ed energetico in favore della green economy e della democrazia energetica…sottoscriviamo!

Rifkin Spacca e i No rigassificatori 03 445

Dal Corriere Adriatico del 15/11/2011

L’economista americano ospite di Assam e Fondazione Univerde propone il modello a rete di Internet

Rifkin: green economy per la ripresa

Ancona “La terza rivoluzione industriale è l’unica via percorribile per preservare la specie umana dall’estinzione”. E’ catastrofico ma risoluto l’economista americano Jeremy Rifkin intervenuto ieri nell’aula magna di ingegneria ad Ancona per un convegno su energia e agricoltura organizzato dall’Assam, rappresentata per l’occasione dal suo amministratore Gianluca Carrabs. C’erano anche il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecorario Scanio, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il preside della Facoltà di Ingegneria, Giovanni Latini, il direttore del quotidiano “Terra”, Luca Bonaccorsi, la presidente della Rees Marche, Katya Mastantuono, il vicepresidente dell’Aniem Marche, Francesco Caprioli. Assente Spacca, ha preso parte all’evento anche Roberto Oreficini, direttore dell’Arpam. Durante il convegno sono comparsi cartelli e striscioni del coordinamento contro il nuovo rigassificatore dell’Api di Falconara.

La tesi di partenza dell’economista e saggista statunitense è nota: il modello di sviluppo attuale basato sulle energie fossili non è più sostenibile. La green economy è la strada che l’economista suggerisce anche al primo ministro incaricato Mario Monti. “Se l’incremento del prezzo del petrolio – ha ricordato lo scrittore – ha dato una tregua nel 2009, dopo i picchi dell’anno prima, con la ripresa del 2010 esso ha ricominciato a crescere. Questo potrà dar luogo ad una nuova crisi economica e finanziaria che potrà determinare un’ulteriore, momentanea, ridiscesa dei prezzi. E così via, in cicli ravvicinati di non più di 4 anni”. Tutto ciò perché la risorsa è scarsa e sempre più costosa nel reperimento e trasporto. A ciò si aggiunga lo straordinario aumento della domanda di greggio dovuto all’ingresso dei Paesi emergenti. Ai disastri economici devono aggiungersi quelli ecologici con i cambiamenti climatici dovuti all’aumento della Co2 in atmosfera, la progressiva diminuzione della risorsa idrica e la morte per fame in molte zone del mondo.

La soluzione a questo fosco quadro è secondo Rifkin nel “giardino di casa”. O meglio nell’energia che vi possiamo trovare :“dal sole, al vento, alla geotermia, fino alle biomasse o ai rifiuti”. Il modello cui ispirarsi è quello a rete di Internet. “Ci sono quasi 200 milioni di edifici in Europa: ebbene ognuno di quelli deve diventare un piccolo centro di produzione energetica”. Tutto ciò eliminerebbe i problemi di trasporto dell’energia e dell’inquinamento dovuto alla produzione centralizzata che caratterizza le fonti fossili e il nucleare. Rifikin, consulente di molti politici in Europa, ha già licenziato un piano energetico decennale per Roma che consentirà, a fronte di investimenti anni di 500 milioni di euro, risparmi per 1600.

Ovviamente l’agricoltura gioca un ruolo centrale in tutto ciò e le Marche in questo non sono certo all’anno zero. Lo ha ricordato anche il direttore dell’Assam Gianluca Carrabs per il quale “dopo le innovazioni in campo normativo, l’impresa agricola può dedicarsi anche alla produzione di energia”. A parte le esperienze già acquisite, presto sperimenteremo sul nostro territorio, “un nuovo tipo di impianto eolico, progettato da Renzo Piano, assai meno impattante sul paesaggio e in grado di sfruttare i venti più deboli”.

Secondo Alfonso Pecoraro Scanio “le Marche, con il loro tessuto di piccole imprese, rappresentano il contesto ideale per generazione diffusa di energia. E’ per questo che siamo partiti di qui con la diffusione dei ‘Green Economy Forum’, un movimento dal basso che cambierà il nostro modo di vivere e produrre”.

“L’autodeterminazione dei territori e la fine del profitto quale unico orizzonte dell’economia, compresa quella verde” è la principale preoccupazione della presidente della Rete di Economia Solidale marchigiana Katya Mastantuono mentre per Francesco Caprioli, vicepresidente di Aniem Marche, (che raduna le imprese edili regionali) “costruire case ad alta efficienza energetica è nel desiderio della categoria, ma è tendenza che deve prima di tutto nascere dalla cultura diffusa nella committenza”.

Rifkin Spacca e i No rigassificatori YouTube 2

Il servizio della rete locale éTV Marche


Fonte:  Falkatraz.noblogs.org

Basta Acqua Sporca

basta acqua sporca

Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Maestro d'Ascia

maestro d.ascia

Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

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