Cecilia Maria Totti

Corriere Adriatico 07-06-2012 La signora delle alghe

 

dal Corriere Adriatico del 07/06/2012


Cecilia Maria Totti

La signora delle alghe

Un telefono d’epoca alla parete. Un quadro di Corto Maltese. E poi mare, mare dappertutto. E il pc portatile dietro cui sorride Cecilia Maria Totti.

Posso dire signora delle alghe?

Mi chiamavano Miss alghe, ma Miss ora direi di no. Però sono coordinatrice del gruppo di algologia italiano.

Ecco, prima curiosità. Come si decide di essere biologa marina?

Non lo so. A volte le scelte sono guidate dal caso. Era una professione mitizzata nel mio immaginario: avevo letto Quel fantastico giovedì, che aveva come protagonista proprio un biologo marino. Ho iniziato con il tirocinio, poi le prime esperienze al Cnr. La scelta di studiare le alghe è venuta lì, quando ho scoperto che in Ancona a livello scientifico le alghe non venivano studiate da nessuno.

Divaghiamo. Che estate avremo dopo un inverno di neve?

Gli oceanografi sono molto interessati, perché possono essersi formate acque dense in Adriatico. Ma è questione che incide a livello oceanografico, non interessa la zona costiera.

E che mare ci aspetta?

Non influirà, non penso.

Se dico l’alga a Portonovo?

Quale tipo di alga? Sono tantissime e la maggioranza ha effetti positivi per l’ambiente e per la vita di tutti, sono cibo per i pesci e per i molluschi e producono ossigeno. Le microalghe sono responsabili di una gran parte della formazione dell’ossigeno. Capita spesso che mi telefonino amici dal mare e mi chiedano: c’è una schiumetta, è un’alga?

Allora diciamo Ostreopsis ovata...

Sì. Negli ultimi anni è stata rilevata in maniera costante in molte zone rocciose delle coste italiane e del Mediterraneo. In alcune aree si presenta con densità basse e non tali da destare allarme. In altre zone, dove il sito è poco profondo e protetto dall’azione delle onde, si possono raggiungere concentrazioni più elevate e il rischio associato può aumentare. Adesso ce n’è anche un’altra, di alga.

Un’altra?

L’alga russa. Ci sono state segnalazioni anche la settimana scorsa. Si chiama Noctiluca scintillans e quando è molto densa, in concentrazioni elevate, colora l’acqua di rosso e di notte crea luminescenze. I pescatori parlano di mare in amore. La tendenza del bagnante è guardare l’acqua come fosse una piscina, ma allora vada in piscina. Si dovrebbe godere della natura così com’è, non demonizzarla.

Ma l’Ostreopsis un tempo c’era?

Può essere che sia stata introdotta ex novo o che fosse presente ma in concentrazioni molto basse. Vive sul fondo, sulle rocce, sulle macroalghe. Forse nessuno l’aveva mai esaminata perché il prelievo in passato si faceva in superficie. Comunque sia, di recente ha proliferato.

Perché?

Sono fenomeni che non si legano all’inquinamento. Anzi, i siti hanno uno stato ambientale buono.

L’alga tossica al Passetto...

Dal Passetto a Numana in realtà. Si può trovare in tutti i siti rocciosi in concentrazioni più o meno elevate. Per fortuna nella nostra zona fiorisce verso la fine dell’estate e per i bagnanti è meno rilevante.

Tossica tossica?

Sicuramente sì, ma gli effetti sono personali. Alcune persone manifestano sintomi come tosse, irritazione delle prime vie respiratorie, febbre, congiuntivi e dermatiti, che comunque non danno gravi problematiche e rientrano nel giro di poco tempo. Ad altre persone non fa niente. Verso agosto invece, tra Palombina e Senigallia, ha fioritura intensa la Fibrocapsa japonica: è tossica per i pesci, ma da noi non ha mai creato problemi.

A forza di Ostreopsis ci siamo quasi dimenticati le mucillagini...

Un problema molto complesso.

Spieghi.

La mucillagine è un’aggregazione della materia organica in mare. Deriva da tante fonti ed è un piccolo mondo, si chiama proprio micro habitat. Prima dell’ultima mareggiata ce n’era una strisciata lungo tutto l’Adriatico. Qualche anno fa ci fu una segnalazione anomala invernale, perché fu un inverno caldo. E’ nota dal Settecento.

Un’esperta al mare: Portonovo o Passetto?

Sono due zone bellissime.

E lei dove va?

Sono appassionata del Passetto e della Seggiola del papa in particolare. Portonovo è troppo affollata, con troppe auto: ci vado in mezzo alla settimana o fuori stagione. La valorizzazione si fa conservando, non costruendo strade e parcheggi. Portonovo sarebbe bella da godere in bicicletta, ma non voglio entrare nel mestiere degli altri.

L’idea di liberare il Lago grande e di ripristinare la duna...

Non è proprio il mio settore, ma il progetto è molto bello. Ripristinare la duna è un’idea ottima, ma si farà davvero? Comunque, deve esserci un progetto globale: si ripristina la duna e si passa con la ruspa a spianare la spiaggia?

Quindi, Passetto...

Una zona di grandissimo interesse anche dal punto di vista della biologia marina, anche con specie protette come il dattero di mare e la pinna nobilis. Un collega incaricato di uno studio sui siti di interesse comunitario ha proposto alla Regione di estendere l’area tra Portonovo e Numana, già inserita, fino al Passetto e al porto, comprendendo anche con la grotta azzurra. Un sito che andrebbe protetto e lasciato così com’è, ovviamente messo in sicurezza. E’ la spiaggia degli anconetani: bellissima, accessibile.

La Seggiola del papa come ritrovo (tappa fissa di altri due Personaggi allo specchio: Jolanda Brunetti e don Fausto Focosi).

E’ un posto dove non va chi fa il turismo di massa, ma è meraviglioso. C’è lo scoglio per i tuffi, puoi guardare sotto con la maschera. E trovi amici con cui scambiare opinioni. E’ uno dei miei posti preferiti. Meravigliosa anche la Scalaccia.

Una algologa fa le vacanze al mare?

Spesso sì, ma mi piace anche la montagna o vedere le città. Sto al mare quando sono qui.

E quando non si occupa di alghe?

L’alga è una passione e quello del ricercatore è un lavoro a tempo pieno. In realtà non avremmo un orario, ma io spesso trascorro sabati e domeniche a studiare e a preparare lezioni, non mi rimane molto altro tempo. D’estate appena posso vado comunque al mare.

Che impressione le fa entrare agli Ospedali riuniti e trovare l’auditorium Sandro Totti?

Mi onora molto, mio padre era amato. Mi dà orgoglio ma anche un po’ di tristezza.

Si metta nei panni di suo marito e indichi quale inquadratura sceglierebbe per descrivere Ancona.

Di Ancona mi piace tutto. Il quartiere Adriatico, perché ci vivo ed è quello in cui ho vissuto più tempo. Corso Amendola pieno di negozi, il Mercato delle Erbe e quello di via Maratta. Trovo carinissima Pietralacroce. Mi piacciono Monte Cardeto, la città vecchia e il porto. Anche gli Archi, quartiere multietnico cui si pensa meno, ma molto vissuto. Ancona è bella, non riuscirei a trovare una inquadratura.

Se Ancona fosse un’alga?

Amo tutte le alghe e amo Ancona, non posso fare una scelta. Per me le alghe sono positive, devono esserci, altrimenti è un problema.

Un’idea per la città?

So di dire una cosa banale, ma vorrei il porto accessibile e senza barriere. Ho in mente Spalato: lasci i bagagli in un deposito che costa pochissimo e vai a piedi in centro. Un’altra: basta con i parcheggi e le residenze di lusso. Mio padre ci teneva: mantenere l’ex Umberto I come poliambulatorio. Glielo avevano assicurato.

alessandra camilletti,

Fonte: Corriere Adriatico

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