Basta "Acqua Sporca" - C.S.

Logo x comunicato stampa 445

Basta “Acqua Sporca”

 

Ricordiamo ai cittadini di non mancare all'incontro pubblico che abbiamo  organizzato per domenica 23 marzo alle 17 e 15 alla casa delle Culture di via  Vallemiano, in Ancona.

Giorgio Petetti, maestro dalle riconosciute competenze di storico e naturalista, ci porterà a riflettere su alcuni fatti che dovrebbero attrarre la nostra attenzione e spingerci a prendere una posizione.

Negli ultimi anni lungo la costa del Conero sono stati spesi milioni di euro di soldi pubblici per interventi di ripascimento delle spiagge, motivati dalla  necessità di contrastare una presunta erosione.

Il Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero, diretto da Enzo Pranzini, considerato il massimo esperto italiano sulla dinamica costiera, ha sostenuto invece in un lavoro del 2006 che dagli anni cinquanta del novecento in poi buona parte delle spiagge del Conero sarebbero in condizioni di “sostanziale stabilità”.

Insieme al Geologo Andrea Dignani abbiamo quindi raccolto dei dati sull’evoluzione delle spiagge di Portonovo e li abbiamo interpretati. Come ci spiegherà il Geologo presentandoli, essi sembrano confermare chiaramente la sostanziale stabilità delle spiagge affermata dai ricercatori del Gruppo Nazionale.

In un breve video cercheremo quindi di illustrare alcuni aspetti fondamentali della dinamica costiera caratteristica delle nostre spiagge che a nostro parere ogni cittadino residente lungo la costa del Conero dovrebbe conoscere e far conoscere, per evitare che vengano ancora buttati via soldi pubblici.

La biologa marina Cecilia Totti, ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche, ci parlerà poi dell’alga tossica Ostreopsis Ovata e delle relazioni di questa con la presenza di scogliere artificiali, moli e pennelli.

Purtroppo l’emotività che viene a seguire gli effetti delle mareggiate porta spesso l’opinione pubblica a farsi involontaria complice di una richiesta di interventi del tutto ingiustificati, che vengono a costare denaro pubblico e possono causare anche effetti dannosi sugli ecosistemi.

i cittadini sono invitati a partecipare

 

Incontro con Oper. La Baia e Ass. Giorgi

Logo x comunicato stampa 445

Incontro con Operatori la Baia e l'Assessore Giorgi


Portonovo 5 marzo 2014Portonovo 5 marzo 2014

Portonovo 5 marzo 2014Portonovo 5 marzo 2014


5 marzo 2014: il Comitato Mare Libero, insieme al geologo Andrea Dignani, ha preso parte all’incontro degli Operatori della Baia di Portonovo con l’Assessore Giorgi in merito alla tutela delle spiagge di Portonovo.

Il dibattito è stato molto interessante e proficuo ed è servito a colmare un apparente divario tra noi del comitato e gli operatori della baia.

Ci siamo trovati tutti d’accordo sul preservare al massimo la naturalità delle spiagge di Portonovo, limitando al massimo l’utilizzo dei ripascimenti.

Da parte della Regione ci è stato detto che per quest’anno, a fronte del gran quantitativo di ghiaia accumulata dalle recenti mareggiate, non verranno effettuati i ripascimenti. I soldi stanziati per il comune di Ancona dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per opere di ridistribuzione del materiale, così da rendere le spiagge idonee all’attività ricettiva degli stabilimenti balneari.

In conclusione siamo rimasti soddisfatti dall’esito dell’incontro e ci auguriamo che in futuro, come abbiamo ribadito più volte, verrà presa in considerazione l’opzione dei ripascimenti solo dopo un’effettiva dimostrazione della presunta erosione delle spiagge.

Questo perché in passato abbiamo assistito ad opere di ripascimento non supportate dalla reale necessità, ma piuttosto da un’ingiustificata urgenza che ha generato, a nostro avviso e attualmente al vaglio della magistratura, un’enorme spreco di denaro pubblico ed un inutile contaminazione della naturalità delle spiagge di Portonovo.

 

 icona-download-pdf 80x80

Scarica il Comunicato in PDF

Basta Ripascimenti a Portonovo

Logo x comunicato stampa 445

Basta Ripascimenti a Portonovo

Rilievi con GPS a PortonovoRilievi con GPS a Portonovo

Rilievi con GPS a PortonovoRilievi con GPS a Portonovo

Noi del Comitato Mare Libero siamo rimasti sbalorditi nel leggere sui giornali la richiesta del Consorzio La Baia per urgenti interventi a seguito dell’erosione delle spiagge di Portonovo.

Questo perché i dati strumentali in nostro possesso ci confermano quanto già asserito precedentemente nello studio curato dal prof. Enzo Pranzini: “Lo stato dei litorali italiani”, del prestigioso Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero, dove sostanzialmente leggiamo che: il tratto di costa del Conero, nel periodo compreso tra il 1948 ed il 1999, risulta in “sostanziale equilibrio”.

Nuovi rilevamenti effettuati dal geologo Andrea Digani, uniti all’analisi geomorfologica della costa di Portonovo, ci hanno portato a constatare, dati alla mano, l’infondatezza dell’erosione delle spiagge di Portonovo.
Quello che accade è che i sedimenti delle spiagge si spostano generando aumenti da una parte e scompensi dall’altra.

Questa distribuzione disomogenea fa nascere delle preoccupazioni negli operatori economici della baia che temono di trovarsi con la spiaggia ridotta all’inizio della stagione balneare, ma il materiale si è solo spostato e non manca.

Perciò proponiamo una soluzione che è semplice ed economica e consiste, nel caso ce ne fosse bisogno, nello spostare i sedimenti con le ruspe dieci giorni prima dell’apertura degli stabilimenti.

Ridistribuendo il materiale nei tratti di spiaggia che in quel periodo dovessero ancora risultare di ridotte dimensioni.

Le rilevazioni strumentali e i semplici sopralluoghi ci confermano che di materiale ce n’è in abbondanza, è sufficiente ridistribuirlo all’occorrenza.

Riterremmo invece vergognoso e inaccettabile se si decidesse di sprecare ancora una volta il denaro pubblico per interventi di ripascimento ingiustificati, che vengono richiesti ogni anno solo perché la spiaggia si è spostata di qualche decina di metri fuori dallo spazio dato in concessione all’operatore economico di turno.

Chiediamo quindi ai nostri imprenditori ed amministratori una scelta di cambiamento orientata verso un maggior rispetto per il bene comune ed il mantenimento della naturalità delle aree protette.

Per risolvere in maniera definitiva il problema della distribuzione dei sedimenti nella spiaggia di Portonovo sono sufficienti l’onesta, il buon senso e, se necessario, le ruspe.

 

 icona-download-pdf 80x80

Scarica il Comunicato in PDF

Comunicato stampa sui ripascimenti

Logo x comunicato stampa 445

 

Ancona, 25 maggio 2013


Un invito a negare l’autorizzazione ai ripascimenti nella baia di Portonovo

Nei prossimi giorni si riunirà una conferenza de servizi in cui rappresentanti della Regione Marche, del Comune di Ancona, dell’Ente Parco del Conero e dell’Università Politecnica delle Marche decideranno se autorizzare i ripascimenti delle spiagge di Portonovo e quindi una ingente spesa di denaro pubblico.

Manca però una valida ragione per realizzare questi interventi, in quanto le spiagge di Portonovo sono attualmente molto grandi e godono di ottima salute, ad eccezione del piccolo tratto compreso tra il molo ed il ristorante Emilia, dove i problemi sono causati proprio dalle dimensioni eccessive del molo.

Il progetto presentato dal Comune di Ancona che sostiene la necessità di ripascimenti nella baia di Portonovo si basa su pochissimi dati, scelti in maniera arbitraria e con una metodologia discutibile per arrivare a conclusioni ampiamente speculative che non rappresentano affatto la situazione reale delle spiagge di Portonovo.  Secondo queste interpretazioni, le spiagge della baia starebbero subendo una continua e rapidissima riduzione.

E’ possibile dimostrare con la nostra documentazione che questo processo non è verosimile (vedi file pdf allegato “trucchetto evoluzione costa”).

Le spiagge di Portonovo sono soggette a continui spostamenti di materiale e alle volte alcune spiagge presentano dei deficit temporanei, ma non esistono dati concreti a smentire il fatto che la quantità di sedimenti disponibile nell’area emersa delle spiagge sia rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi 20 anni, a dispetto della irrealistica ricostruzione formulata dai tecnici del Comune.

Nei giorni scorsi gli stessi operatori della baia hanno dichiarato sui giornali il fatto che le spiagge nella zona a sud della Torre non presentano problemi.

Ci chiediamo per quale ragione alcuni soggetti della Regione Marche, del Comune e dell’Università Politecnica delle Marche ritengano invece gli interventi di ripascimento assolutamente necessari e stiano facendo di tutto perché vengano realizzati, impegnandosi per superare qualsiasi ostacolo.

Il Parco del Conero nelle scorse settimane ha espresso parere sfavorevole ad autorizzare i lavori, sulla scorta di ricerche scientifiche che attestano i danni causati da questi interventi, proprio lungo la costa del Conero, sulle popolazioni algali di Cystoseira, che rivestono una notevole importanza ecologica.  Eppure c’è chi si impegna per rimuovere gli ostacoli che si oppongono all’autorizzazione dei ripascimenti, cercando di scavalcare i pareri tecnici che hanno negato l’autorizzazione per mezzo di altri pareri tecnici.  C’è un evidente conflitto d’interessi da parte di alcuni dei personaggi che sono chiamati a prendere decisioni.  Questo non dovrebbe essere permesso.

Crediamo che se i ripascimenti verranno autorizzati i cittadini avranno molte buone ragioni per arrabbiarsi.

Infatti si tratterebbe di una spesa di denaro pubblico inutile (sono stati spesi finora circa 750.000 euro, e si vorrebbe procedere all’infinito su questa strada..), per giunta allo scopo di realizzare interventi che, oltre ad alterare la naturalità delle spiagge di Portonovo, potrebbero comportare un danno alle biocenosi marine della Riviera del Conero, un patrimonio  che appartiene a tutti.

Invitiamo quindi i soggetti che dovranno decidere in merito, a negare l’autorizzazione per i ripascimenti e permettere soltanto la distribuzione con i mezzi meccanici dei sedimenti già presenti sulle spiagge.

Chiediamo a tutti i cittadini di unirsi a noi per fermare questa ed ogni altra “mangiatoia” di denaro pubblico.

Comitato Mare Libero, Comitato Mezzavalle Libera,
Circolo Naturalistico “Il Pungitopo”, Forum Paesaggio Marche, Italia Nostra


Queste foto, le cui date corrispondono al vero, mostrano un aumento della linea di costa. Abbiamo usato questo “trucchetto” per dimostrare come sia facile alterare la realtà utilizzando istantanee adatte allo scopo.

 

icona-download-pdf 80x80
scarica il comunicato in PDF

Mareggiata di Halloween un Dono del Mare

Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012

Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012

Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012

Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012

Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012 Portonovo 07/11/2012

 

Comunicato Stampa

 

La straordinaria burrasca di qualche giorno fa ha alimentato le spiagge di Portonovo con una grande quantità di nuovo materiale, un vero e proprio “ripascimento naturale”, un dono del mare.  Solo nella zona del Lago Grande un brevissimo tratto di spiaggia si è leggermente ridotta, ma è inevitabile, in quanto il molo impedisce ai sedimenti di muoversi liberamente.
Chiaramente ora il materiale appare distribuito in modo poco corrispondente agli interessi degli operatori turistici.
Questo problema si può risolvere con minima spesa, facendo spostare con le ruspe i sedimenti, e ridistribuendoli in maniera “democratica”, per la gioia dei turisti, ad inizio della stagione balneare.
I danni alle strutture balneari ed ai ristoranti della baia sono quasi inesistenti.
Tuttavia da più parti si invoca lo stato di calamità naturale per attingere a ingenti quantità di denaro pubblico e sprecarli, senza alcuna valutazione di impatto ambientale, per realizzare interventi non specificati ma che si auspicano come “interventi risolutivi e definitivi”.
Ci sarebbe da ridere, ma è vergognoso che questo accada.
E’ un fatto scandaloso e chiediamo a tutte le forze responsabili di agire in modo che queste richieste non vengano accolte.
L’unica soluzione sostenibile è l’arretramento delle strutture, come previsto dal Piano Particolareggiato di Portonovo, e per realizzarla non occorrerà certo la dichiarazione di calamità naturale ma un accordo, sulla base dei costi e dei benefici attesi, tra l'amministrazione comunale e gli operatori economici di Portonovo.
L’arretramento dei ristoranti e stabilimenti lascerebbe libera la spiaggia di modificarsi naturalmente durante il corso delle stagioni e al tempo stesso metterebbe al sicuro le strutture da eventi eccezionali come quelli del 31 ottobre.

 

Comitato Mare Libero

Comitato Mezzavalle Libera

Italia Nostra Sezione di Ancona

Circolo Naturalistico Il Pungitopo

 

icona-download-pdf 80x80
scarica il comunicato in PDF

L’imperativo è difendere la naturalità di Portonovo

 Luglio 2012 0237

 

L’imperativo è difendere la naturalità di Portonovo

Per prima cosa ci congratuliamo del fatto che la Conferenza dei servizi del 9 luglio abbia espresso parere negativo al prospettato intervento di ripascimento, affermando che esso non può considerarsi una manutenzione, perché introduce materiale proveniente da cava esterna, riaffermando un principio di legalità per troppo tempo dimenticato da molti.

Riteniamo molto positiva la mancata autorizzazione ai ripascimenti a Portonovo.  Questi avrebbero causato un danno alla sua naturalità ed un impatto ambientale mai verificato, nonché un ulteriore spreco di denaro pubblico ingiustificato e non più ammissibile.

In Italia abbiamo circa 4000 chilometri di spiagge e tutte si spostano naturalmente per effetto del mare. La spiaggia di Portonovo si sposta e cambia forma ogni anno. Grazie a questo movimento la spiaggia esiste e la sua bellezza ci sorprende ogni giorno.

Inoltre occorre enfatizzare l’effetto assolutamente benefico rappresentato dalle mareggiate, che provvedono ad assicurare agli habitat marini adeguata ossigenazione e ricambio d’acqua, fondamentale anche per ripulire da fioriture algali nocive o eccessivamente impattanti (es. Ostreopsis ovata o mucillagine).

Bisogna capire bene che la spiaggia è qualcosa di più di una fila di sdraio ed ombrelloni e diciamo questo tenendo ben presente l’interesse di quelle attività economiche la cui sopravvivenza è proprio legata al mare.

Riguardo la recente notizia che la Regione Marche intende “insediare e coordinare un gruppo tecnico interdisciplinare, che dovrà individuare un progetto risolutivo di difesa della costa, da attuarsi entro il 2013” e alla volontà di “garantire la regimazione idraulica delle correnti marine per mantenere i sedimenti sul posto, evitando il semplice ripascimento annuale che tampona il problema” siamo molto perplessi dinnanzi a questa nuova trovata, soprattutto perché la Regione finge di dimenticare che in tutti questi anni è stata proprio lei ad occuparsene in prima persona e con risultati sotto gli occhi di tutti.

L’unica cosa che andava fatta è indagare l’esistenza e l’entità del problema, perché l'erosione delle spiagge di Portonovo viene data per scontata mentre è ancora tutta da dimostrare. Infatti nei vari documenti relativi ai ripascimenti che abbiamo preso in esame in questi anni si spendono un sacco di argomentazioni di vario tipo che trattano una porzione di territorio vastissima, senza mai scendere nello specifico così da dimostrare dettagliatamente l’erosione costiera che si prefiggono di mitigare.

L’unico documento ufficiale che affronta chiaramente l’argomento è il verbale della Commissione Tecnica del Parco del Conero del 04/04/2011 che partendo dai dati forniti dalla Regione dice:
“…dal confronto tra le linee di costa del 1985 e del 1999 con le foto aeree e satellitari, risulta di fatto evidente una sostanziale stabilità della linea di costa negli ultimi 25 anni ad eccezione di un’unica situazione pressoché puntuale: in prossimità del Molo, alla base del quale si è verificata erosione sul lato Ovest e accumulo di spiaggia sul lato Est”.

Perciò riteniamo che i vari politici che si battono il petto chiedendo di “salvare” Portonovo, farebbero bene prima a chiedersi da cosa o da chi va salvata.
E se questo non bastasse, come ulteriore dimostrazione e prendendo per buono l’assunto che le spiagge di Portonovo siano flagellate dall’erosione, domandiamoci “perché è così difficile dimostrarlo?”
Perché l’unica chiara affermazione sull’argomento fatta dai tecnici qualificati dell’Ente Parco sostiene il contrario?
Quello che tutti quanti possiamo facilmente capire senza bisogno d’essere degli esperti del settore è che il molo, i muri/muretti di cemento costruiti sulla spiaggia ed ogni altra la cementificazione hanno creato uno squilibrio che, per il bene di tutti, sarebbe necessario sanare al più presto. L’unica vera azione risolutiva è quella, di cui tra l’altro si discute ormai da decenni, dell’arretramento delle strutture di poche decine di metri.
Non sono necessari ulteriori opere a mare. Preoccupiamoci di salvare Portonovo proprio da questo occupandoci per una volta di conservare la sua naturalità.

Legambiente-Circolo Naturalistico “Il Pungitopo” – Italia Nostra – Comitato Mezzavalle Libera – Comitato Mare Libero

 

scarica il comunicato in PDF
icona-download-pdf 80x80

Parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

Logo x comunicato stampa 445

 
AL PRESIDENTE DELLA AUTORITA' PORTUALE DI ANCONA

p.c.    ALLA STAMPA

Oggetto: parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

Gentile Presidente,

rispondiamo alla Sua richiesta di ricevere da noi un contributo sul progetto che ha avuto la cortesia di presentarci circa due mesi fa.

A nostro parere, l'aver autorizzato da parte della Regione Marche la realizzazione di un rigassificatore senza che esso fosse previsto nel Piano Energetico Regionale (PEAR), ha indotto diverse imprese italiane e straniere a tentare l'assalto al “ventre molle” del Centro Italia, con progetti che riguardano lo sbarco e lo stoccaggio di gas.

Così, oltre il rigassificatore di Falconara dell'API e quello in progetto per Porto Recanati della Gas de France, abbiamo il progetto di stoccaggio del gas nel sottosuolo di San Benedetto del Tronto, il progetto di stoccaggio del gas nel mare davanti a Senigallia, il progetto italo egiziano di terminale del gas “compresso” nel porto di Ancona.

Ciò avviene, a nostro parere, senza considerazione dei gasdotti già costruiti e di quelli in costruzione, e della assenza di effettiva necessità nazionale di ulteriori approvvigionamenti di gas.

Si deve tener presente inoltre che il business della commercializzazione del metano, sotto qualsiasi forma, perpetua la nostra dipendenza dalle energie fossili che per il nostro paese significa deficit di bilancia commerciale e sottrazione di risorse per sviluppare le energie rinnovabili.

La Regione, se dovesse continuare a favorire tali progetti industriali, contraddirebbe le proprie campagne pubblicitarie milionarie a favore de “Le Marche all'infinito”, riducendo drasticamente il richiamo del turismo, delle produzioni DOP e IGP che non troverebbero alcuna consistente compensazione in posti di lavoro ed in un rischio inquinamento perpetuo del nostro mare.

Rifiutiamo infine la logica della Italia come “hub” del gas per l'Europa, sostenuta dal ministro Passera, che contraddice i progetti europei di forte sviluppo delle energie alternative.

Nello specifico, in riferimento al progetto che riguarda il porto di Ancona, vi sono a nostro parere numerose controindicazioni al suo realizzarsi :

  • pericoloso affollamento in mare di navi gasiere davanti al Cònero (da 360 a 1000 l'anno) che si incrocerebbero con le ancor più pericolose maxinavi che porteranno gas liquido per il rigassificatore all'isola dell'API in numero di 50-100 l'anno, ed alle navi che continueranno a portare petrolio alla raffineria dell'API;

  • aumento della pericolosità delle attività portuali anconetane e costiere per il rischio esplosivo e la necessità di realizzare lungo la costa una pipeline che dal porto, passando per le spiagge di Torrette, Palombina e Falconara, arrivi fino alla rete della SNAM, in piena area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA);

  • forte condizionamento dello sviluppo delle attività portuali passeggeri e commerciali di Ancona con la cessione per 50 anni di 5000 mq di superficie portuale necessaria, invece, per liberare il porto storico di Ancona come previsto dal nuovo Piano Regolatore del Porto.

  • ulteriore degrado per la città e l'hinterland, per le attività turistiche lungo la costa, di pesca e della nautica nel mare antistante Ancona, senza alcuna ipotesi di lavoro per i cantieri navali e senza nuovi posti di lavoro.

Riteniamo che la Regione Marche, più che di ulteriori impianti impattanti o dannosi per l’ambiente e la salute, abbia urgenza di avviare un serio risanamento di tutta l’Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale rivedendo le scelte finora fatte.
Perché allora – diciamo noi in modo provocatorio - la Regione non promuove l’arrivo del gas “compresso” direttamente all’isola dell’API, annullando il rigassificatore API e liberando così la nostra costa da quelli che noi riteniamo sicuri pericoli?
Il rispetto dei diritti dei cittadini viene infatti prima di qualsiasi presunta esigenza energetica o volontà di fare profitto di pochi a danno della comunità.

A nostro parere la Regione Marche, che dovrebbe avere ormai grossi dubbi sulla garanzia dell'occupazione offerta dall'API per la Raffineria, (nonostante essa abbia detto sì al rigassificatore), dovrebbe far sentire finalmente la sua voce a difesa del territorio e dei suoi cittadini, lasciando da parte la difesa sperticata degli interessi industriali dei soliti noti.

Dovremo attendere un nuovo governo regionale per respingere l'assalto al nostro territorio e difendere l'interesse pubblico?
Ma, ovviamente, questa domanda non è rivolta a Lei.

Sicuri di averLe illustrato quelle che noi riteniamo forti e ragionevoli controindicazioni al progetto del terminal gas che Lei, e solo Lei, ha sentito il dovere di illustrarci, (e di ciò gliene diamo atto), Le si inviano i più distinti saluti.

ACU Marche
Associazione Comitato Quartiere Villanova (Falconara M.)
Comitato Mare Libero
Comitato Mezzavalle Libera
Comitato Territorio Sostenibile
Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina
Forum Paesaggio Marche
Italia Nostra Ancona
Italia Nostra Marche
La Lupus in Fabula
Luoghi Comuni
Onda Verde Onlus (Falconara M.)
Polis Nova
Terra Mater
Unione Inquilini Marche
WWF Marche

 


scarica il comunicato in PDF

Facebook FanPage

Maestro d'Ascia

maestro d.ascia

Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Basta Acqua Sporca

basta acqua sporca

Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

Licenza Creative Commons

N.B.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Navigando questo sito, chiudendo questo banner o cliccando su un link, acconsenti all’utilizzo dei cookies.

Se vuoi saperne di più leggi la Cookie Policy. Accettando l’informativa d’uso in base al Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016, noto come GDPR (General Data Protection Regulation), questo banner non ti verrà più mostrato.