L’imperativo è difendere la naturalità di Portonovo

 Luglio 2012 0237

 

L’imperativo è difendere la naturalità di Portonovo

Per prima cosa ci congratuliamo del fatto che la Conferenza dei servizi del 9 luglio abbia espresso parere negativo al prospettato intervento di ripascimento, affermando che esso non può considerarsi una manutenzione, perché introduce materiale proveniente da cava esterna, riaffermando un principio di legalità per troppo tempo dimenticato da molti.

Riteniamo molto positiva la mancata autorizzazione ai ripascimenti a Portonovo.  Questi avrebbero causato un danno alla sua naturalità ed un impatto ambientale mai verificato, nonché un ulteriore spreco di denaro pubblico ingiustificato e non più ammissibile.

In Italia abbiamo circa 4000 chilometri di spiagge e tutte si spostano naturalmente per effetto del mare. La spiaggia di Portonovo si sposta e cambia forma ogni anno. Grazie a questo movimento la spiaggia esiste e la sua bellezza ci sorprende ogni giorno.

Inoltre occorre enfatizzare l’effetto assolutamente benefico rappresentato dalle mareggiate, che provvedono ad assicurare agli habitat marini adeguata ossigenazione e ricambio d’acqua, fondamentale anche per ripulire da fioriture algali nocive o eccessivamente impattanti (es. Ostreopsis ovata o mucillagine).

Bisogna capire bene che la spiaggia è qualcosa di più di una fila di sdraio ed ombrelloni e diciamo questo tenendo ben presente l’interesse di quelle attività economiche la cui sopravvivenza è proprio legata al mare.

Riguardo la recente notizia che la Regione Marche intende “insediare e coordinare un gruppo tecnico interdisciplinare, che dovrà individuare un progetto risolutivo di difesa della costa, da attuarsi entro il 2013” e alla volontà di “garantire la regimazione idraulica delle correnti marine per mantenere i sedimenti sul posto, evitando il semplice ripascimento annuale che tampona il problema” siamo molto perplessi dinnanzi a questa nuova trovata, soprattutto perché la Regione finge di dimenticare che in tutti questi anni è stata proprio lei ad occuparsene in prima persona e con risultati sotto gli occhi di tutti.

L’unica cosa che andava fatta è indagare l’esistenza e l’entità del problema, perché l'erosione delle spiagge di Portonovo viene data per scontata mentre è ancora tutta da dimostrare. Infatti nei vari documenti relativi ai ripascimenti che abbiamo preso in esame in questi anni si spendono un sacco di argomentazioni di vario tipo che trattano una porzione di territorio vastissima, senza mai scendere nello specifico così da dimostrare dettagliatamente l’erosione costiera che si prefiggono di mitigare.

L’unico documento ufficiale che affronta chiaramente l’argomento è il verbale della Commissione Tecnica del Parco del Conero del 04/04/2011 che partendo dai dati forniti dalla Regione dice:
“…dal confronto tra le linee di costa del 1985 e del 1999 con le foto aeree e satellitari, risulta di fatto evidente una sostanziale stabilità della linea di costa negli ultimi 25 anni ad eccezione di un’unica situazione pressoché puntuale: in prossimità del Molo, alla base del quale si è verificata erosione sul lato Ovest e accumulo di spiaggia sul lato Est”.

Perciò riteniamo che i vari politici che si battono il petto chiedendo di “salvare” Portonovo, farebbero bene prima a chiedersi da cosa o da chi va salvata.
E se questo non bastasse, come ulteriore dimostrazione e prendendo per buono l’assunto che le spiagge di Portonovo siano flagellate dall’erosione, domandiamoci “perché è così difficile dimostrarlo?”
Perché l’unica chiara affermazione sull’argomento fatta dai tecnici qualificati dell’Ente Parco sostiene il contrario?
Quello che tutti quanti possiamo facilmente capire senza bisogno d’essere degli esperti del settore è che il molo, i muri/muretti di cemento costruiti sulla spiaggia ed ogni altra la cementificazione hanno creato uno squilibrio che, per il bene di tutti, sarebbe necessario sanare al più presto. L’unica vera azione risolutiva è quella, di cui tra l’altro si discute ormai da decenni, dell’arretramento delle strutture di poche decine di metri.
Non sono necessari ulteriori opere a mare. Preoccupiamoci di salvare Portonovo proprio da questo occupandoci per una volta di conservare la sua naturalità.

Legambiente-Circolo Naturalistico “Il Pungitopo” – Italia Nostra – Comitato Mezzavalle Libera – Comitato Mare Libero

 

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Parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

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AL PRESIDENTE DELLA AUTORITA' PORTUALE DI ANCONA

p.c.    ALLA STAMPA

Oggetto: parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

Gentile Presidente,

rispondiamo alla Sua richiesta di ricevere da noi un contributo sul progetto che ha avuto la cortesia di presentarci circa due mesi fa.

A nostro parere, l'aver autorizzato da parte della Regione Marche la realizzazione di un rigassificatore senza che esso fosse previsto nel Piano Energetico Regionale (PEAR), ha indotto diverse imprese italiane e straniere a tentare l'assalto al “ventre molle” del Centro Italia, con progetti che riguardano lo sbarco e lo stoccaggio di gas.

Così, oltre il rigassificatore di Falconara dell'API e quello in progetto per Porto Recanati della Gas de France, abbiamo il progetto di stoccaggio del gas nel sottosuolo di San Benedetto del Tronto, il progetto di stoccaggio del gas nel mare davanti a Senigallia, il progetto italo egiziano di terminale del gas “compresso” nel porto di Ancona.

Ciò avviene, a nostro parere, senza considerazione dei gasdotti già costruiti e di quelli in costruzione, e della assenza di effettiva necessità nazionale di ulteriori approvvigionamenti di gas.

Si deve tener presente inoltre che il business della commercializzazione del metano, sotto qualsiasi forma, perpetua la nostra dipendenza dalle energie fossili che per il nostro paese significa deficit di bilancia commerciale e sottrazione di risorse per sviluppare le energie rinnovabili.

La Regione, se dovesse continuare a favorire tali progetti industriali, contraddirebbe le proprie campagne pubblicitarie milionarie a favore de “Le Marche all'infinito”, riducendo drasticamente il richiamo del turismo, delle produzioni DOP e IGP che non troverebbero alcuna consistente compensazione in posti di lavoro ed in un rischio inquinamento perpetuo del nostro mare.

Rifiutiamo infine la logica della Italia come “hub” del gas per l'Europa, sostenuta dal ministro Passera, che contraddice i progetti europei di forte sviluppo delle energie alternative.

Nello specifico, in riferimento al progetto che riguarda il porto di Ancona, vi sono a nostro parere numerose controindicazioni al suo realizzarsi :

  • pericoloso affollamento in mare di navi gasiere davanti al Cònero (da 360 a 1000 l'anno) che si incrocerebbero con le ancor più pericolose maxinavi che porteranno gas liquido per il rigassificatore all'isola dell'API in numero di 50-100 l'anno, ed alle navi che continueranno a portare petrolio alla raffineria dell'API;

  • aumento della pericolosità delle attività portuali anconetane e costiere per il rischio esplosivo e la necessità di realizzare lungo la costa una pipeline che dal porto, passando per le spiagge di Torrette, Palombina e Falconara, arrivi fino alla rete della SNAM, in piena area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA);

  • forte condizionamento dello sviluppo delle attività portuali passeggeri e commerciali di Ancona con la cessione per 50 anni di 5000 mq di superficie portuale necessaria, invece, per liberare il porto storico di Ancona come previsto dal nuovo Piano Regolatore del Porto.

  • ulteriore degrado per la città e l'hinterland, per le attività turistiche lungo la costa, di pesca e della nautica nel mare antistante Ancona, senza alcuna ipotesi di lavoro per i cantieri navali e senza nuovi posti di lavoro.

Riteniamo che la Regione Marche, più che di ulteriori impianti impattanti o dannosi per l’ambiente e la salute, abbia urgenza di avviare un serio risanamento di tutta l’Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale rivedendo le scelte finora fatte.
Perché allora – diciamo noi in modo provocatorio - la Regione non promuove l’arrivo del gas “compresso” direttamente all’isola dell’API, annullando il rigassificatore API e liberando così la nostra costa da quelli che noi riteniamo sicuri pericoli?
Il rispetto dei diritti dei cittadini viene infatti prima di qualsiasi presunta esigenza energetica o volontà di fare profitto di pochi a danno della comunità.

A nostro parere la Regione Marche, che dovrebbe avere ormai grossi dubbi sulla garanzia dell'occupazione offerta dall'API per la Raffineria, (nonostante essa abbia detto sì al rigassificatore), dovrebbe far sentire finalmente la sua voce a difesa del territorio e dei suoi cittadini, lasciando da parte la difesa sperticata degli interessi industriali dei soliti noti.

Dovremo attendere un nuovo governo regionale per respingere l'assalto al nostro territorio e difendere l'interesse pubblico?
Ma, ovviamente, questa domanda non è rivolta a Lei.

Sicuri di averLe illustrato quelle che noi riteniamo forti e ragionevoli controindicazioni al progetto del terminal gas che Lei, e solo Lei, ha sentito il dovere di illustrarci, (e di ciò gliene diamo atto), Le si inviano i più distinti saluti.

ACU Marche
Associazione Comitato Quartiere Villanova (Falconara M.)
Comitato Mare Libero
Comitato Mezzavalle Libera
Comitato Territorio Sostenibile
Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina
Forum Paesaggio Marche
Italia Nostra Ancona
Italia Nostra Marche
La Lupus in Fabula
Luoghi Comuni
Onda Verde Onlus (Falconara M.)
Polis Nova
Terra Mater
Unione Inquilini Marche
WWF Marche

 


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Grazie NOE

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I NOE SEQUESTRANO IL PENNELLO DAVANTI AL FORTINO


Ringraziamo i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Ancona per l’attenzione e l’efficienza con cui, anche facendo seguito a nostre segnalazioni (30/09/2011 Pennelli Frangiflutti Sbagliati), agiscono per la tutela del bene comune, in questo caso  denunciando per abuso edilizio e violazione dell’art.181 del decreto legislativo 42/2004 i responsabili dei lavori di rifioritura dei pennelli realizzati di fronte al Fortino Napoleonico di Portonovo alcuni mesi fa.

Nell’occasione ci permettiamo di far osservare che l’intero progetto della Regione Marche che ha interessato le spiagge di Portonovo  e denominato “Manutenzione straordinaria del litorale di Portonovo di Ancona”, sulla base della legislazione italiana ed europea avrebbe dovuto essere sottoposto a procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma la nostra legislazione regionale deroga in modo inspiegabile da tale obbligo.  
Un ripascimento artificiale di spiagge a nostro avviso non si può considerare una “manutenzione straordinaria” e il fatto che l’unione europea richieda il VIA per tali interventi lo sta chiaramente a dimostrare.

Inoltre ci chiediamo come gli stessi presunti interventi di controllo degli habitat che dovrebbero far seguito ai ripascimenti possano aver validità scientifica quando non è mai stata effettuata una vera mappatura di dettaglio degli habitat esistenti nella baia di Portonovo.

Facciamo quindi appello a tutti i cittadini perché spingano la Regione Marche a dotarsi al più presto di strumenti giuridici e scientifici adeguati per tutelare efficacemente il litorale della riviera del Conero prima che altri danni vengano a sommarsi a quelli che potrebbero essersi già realizzati.

ANCONA, 08/02/2012

Comitati: Mare Libero e Mezzavalle Libera

 

2012-02-08 Comunicato stampa Noe pennelli-445

Prima dell.intervento-445

Durante l.intervento-445

Dopo l.intervento-445


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Terminal Sbarco GAS

Costelle System 445

 

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 25 gennaio si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle sottoscritte associazioni e la Autorità Portuale di Ancona, presenti il presidente Canepa, il segretario Vespasiani ed il direttore tecnico ing. Nicolini. L'incontro è stato interessante e si è svolto in un clima sereno di scambio di informazioni.
La Autorità Portuale ha condiviso con le associazioni il documento di ben dieci pagine fatto avere già a fine 2011 ai componenti del Comitato Portuale, compresi i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona.
Lungi dallo essere una “semplice idea” ci si è trovati di fronte ad un concreto progetto che, secondo la A.P. sarà a brevissimo oggetto di richiesta ufficiale di autorizzazione da parte del Gruppo Società Gas Rimini Spa.
Il progetto contiene la previsione di utilizzo di 5.000 metri quadri di banchina, in concessione per 50 anni, per la realizzazione di un punto di ormeggio attrezzato per lo scarico di gas naturale che poi con tubazione sottomarina sarebbe trasportato a Rocca Priora, nelle prossimità della Raffineria Api per essere avviato alla rete di distribuzione nazionale.
E' previsto lo sbarco da un miliardo a tre miliardi di metri cubi di gas per 330-1000 navi l'anno. Sono previste, a carico della SGR, opere di compensazione di 75 milioni di euro in un quadro di project financing.
Tra le procedure previste per arrivare alla realizzazione del progetto c'è anche la necessità che sia raggiunta l'intesa con l'Amministrazione comunale in ordine alla diversa destinazione d'uso della banchina che attualmente è destinata all'ormeggio di navi che movimentano merci varie.
La riunione si è conclusa dando atto alla Autorità Portuale della sensibilità per una corretta informazione e della disponibilità ad accogliere le eventuali nostre osservazioni.
La documentazione visionata sarà oggetto nei prossimi giorni di un doveroso approfondimento da parte delle associazioni sottoscriventi per verificare benefici e rischi e per valutare l’iniziativa nell’ambito dell’approvvigionamento regionale e nazionale.

 

Ancona, 26 gennaio 2012

 Italia Nostra Ancona
Legambiente Circolo “Il Pungitopo” Ancona
Comitato Mare Libero Ancona
Comitati Utenti Trasporto Pubblico Ancona
Comitato Tutela Ambiente e Salute Vallesina-Jesi
Onda Verde Onlus Falconara
Comitato Sant'Amico per la tutela del Territorio del Triponzo
Comitato Mezzavalle Libera Ancona
Coordinamento Cittadini per una città con più persone e meno inquinamento-Ancona
Comitato Quartiere Villanova Falconara Marittima
Comitato Territorio Sostenibile
Polis Nova -Recanati
La Lupus in fabula
Unione Inquilini Marche
ACU Marche
Federazione Nazionale Pro Natura Marche
Forum Paesaggio Marche
Italia Nostra Marche
WWF Marche
Terra Mater


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“Centrale Energetica” al porto di Ancona

Porto di Ancona Bing-Map 


COMUNICATO STAMPA


Le Associazioni sottoscriventi si sono riunite in data 19 dicembre per discutere del preoccupante progetto della Autorità Portuale di Ancona, diffuso tramite stampa, di realizzare una “centrale energetica” al porto di Ancona con l'arrivo di fino a mille navi gassiere l'anno.
Le associazioni denunciano in primo luogo la carenza di informazioni

- sul progetto e sulla natura degli impianti, (centrale termoelettrica? Centrale di smistamento del gas? Metaniere con gas compresso o con gas liquido naturale –gnl? Metanodotto fino all’Api o alla rete SNAM?),
- sul reale impatto dello progetto che all'improvviso viene proposto dalla Autorità Portuale che, sembrerebbe, nelle sue chiuse stanze pensa di poter decidere alle spalle dei cittadini.

Le associazioni denunciano anche la “riservatezza” degli amministratori pubblici che hanno partecipato alla riunione del Comitato Portuale del 13 dicembre u.s. (Viventi, Casagrande, Franzoni) che nessun commento hanno finora rilasciato sull'argomento. Non sapevano nulla di cosa bolliva in pentola? Si chiede che essi riferiscano al più presto e pubblicamente la posizione da loro assunta in sede di Comitato Portuale.
Le associazioni hanno deciso nel frattempo di richiedere direttamente alla Autorità Portuale il progetto elaborato dalla ditta SGS per un suo preciso approfondimento e la apertura di un serio dibattito pubblico.

Italia Nostra Ancona
Legambiente Circolo “Il Pungitopo” Ancona
Comitato Mare Libero Ancona
Comitati Utenti Trasporto Pubblico Ancona
Comitato Tutela Ambiente e Salute Vallesina-Jesi
Onda Verde Onlus Falconara
Comitato Sant'Amico per la tutela del Territorio del Triponzo
Comitato Mezzavalle Libera Ancona
Coordinamento Cittadini per una città con più persone e meno inquinamento-Ancona
Comitato Quartiere Villanova Falconara Marittima
Comitato Territorio Sostenibile Jesi
Polis Nova -Recanati
La Lupus in fabula-Fano
Unione Inquilini Marche
ACU Marche
Federazione Nazionale Pro Natura Marche
Italia Nostra Marche
WWF Marche
Terra Mater
Forum Paesaggio Marche

Ancona, 20 dicembre 2011


 

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Pennelli Frangiflutti Sbagliati

pennelli fortino napoleonico 12-08-2011 min

Comunicato Stampa

 

Comitato Mare Libero e  Comitato Mezzavalle Libera


A Portonovo, davanti al Fortino Napoleonico,
la Regione Marche ha rifiorito i pennelli frangiflutti sbagliati


I lavori di ripascimento nella baia di Portonovo, che avevano stabilito di fare solo se riuscivano a completarli entro il mese di maggio, sono iniziati il 6 di giugno e subito con il piede sbagliato.
Perché immediatamente bloccati a causa del mancato rispetto del «Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».
In pratica non avevano neppure delimitato il perimetro del cantiere.
E considerando che nel mese di giugno le spiagge di Portonovo sono già frequentate da numerosi turisti, e tenendo a mente che si trattava di un cantiere sotto la diretta responsabilità della Regione Marche, il fatto che non avessero affisso neppure un singolo cartello d’avvertimento la dice lunga sulla serietà con cui vengono portati avanti questi lavori.

Noi dei comitati Mare Libero e Mezzavalle Libera abbiamo studiato le carte del progetto e possiamo affermare con certezza che non è stata dimostrata la necessità di questi interventi, anzi è stato documentato il contrario: “…dal confronto tra le linee di costa del 1985 e 1999 con le foto aeree e satellitari recenti, risulta di fatto evidente una sostanziale stabilità della linea di costa negli ultimi 25 anni…” e ancora “dalla documentazione prodotta non risulta giustificata la necessità dell’intervento di ripascimento delle spiagge...”.
Questo è quanto si legge nel verbale della Commissione Tecnica del Parco del Conero del 04/04/02011.

Nonostante questo la Regione Marche continua a finanziare lo scarico di tonnellate di ghiaia a mare senza che nessuno gli abbia dimostrato la reale necessità di tale spesa.
Anzi, inspiegabilmente, ignora autorevoli pareri contrari: la Commissione Tecnica del Parco del Conero.

In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo adesso, ci pare quanto mai irragionevole cercare di risolvere un problema che non c’è gettando soldi in mare.

E, come se non bastasse, dobbiamo pure constatare che non prendono seriamente in considerazione neppure i loro stessi progetti.
Perché nella Relazione Tecnica e Illustrativa hanno scritto che andavano rifioriti i pennelli davanti al Fortino Napoleonico, dettagliando con cura l’importanza del più occidentale dei tre che avrebbe dovuto svolgere un ruolo di specifica efficacia nella stabilizzazione della spiaggia emersa.

Peccato però che durante l’esecuzione dei lavori si devono essere dimenticati di tanta importanza, perché questo fondamentale pennello frangiflutti non è stato fatto.
Mentre ne hanno modificato un’altro, poco più a sud in corrispondenza delle Terrazze, che non faceva assolutamente parte del progetto.

Questo per dirvi quale scrupolo ed attenzione possono aver avuto nella direzione dei lavori di un intervento invasivo in uno dei luoghi più belli d’Italia, fiore all’occhiello della città di Ancona, Area di Riserva Orientata del Parco del Conero, Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) per gli Habitat Naturali.


Ancona, 30/09/2011

Comunicato stampa dei comitati Mare Libero e Mezzavalle Libera


 

Di seguito la relativa documentazione:


Basta Acqua Sporca

basta acqua sporca

Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Maestro d'Ascia

maestro d.ascia

Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

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