Le spiagge di spostano, inevitabilmente…

rilevamenti a Portonovo, geologo Dignani

(nella foto il geologo Andrea Dignani nel corso delle sue rilevazioni a Portonovo)

Come accade ogni volta dopo una burrasca, anche piccola, le spiagge della Riviera del Conero vengono spostate dal movimento del mare creando problemi agli operatori degli stabilimenti balneari.

Questo fenomeno non può essere eliminato in alcun modo, neppure scaricando sulle spiagge migliaia di metri cubi di ghiaia e sabbia, realizzando i famosi ripascimenti.

Due giorni fa al convegno sulla difesa costiera organizzato dall’Ente Parco del Conero, il geologo Andrea Dignani ha dimostrato, dati alla mano, l’inevitabilità di questo fatto che può essere verificato da chiunque con la semplice osservazione di ciò che accade.

Chiediamo quindi che si smetta di sprecare denaro pubblico per realizzare inutili e dannosi ripascimenti lungo le spiagge del Conero e si smetta di invocare questo spreco.
Proponiamo di cercare insieme delle soluzioni alternative, come ad esempio:

  • un più snello sistema di autorizzazioni per consentire agli operatori balneari di spostare la ghiaia sulla spiaggia nel rispetto della tutela ambientale

  • un rilascio di concessioni balneari non più per superficie di utilizzo, ma per numero di sdraio e ombrelloni da affittare

Ancona il 11/06/2017

Comitato Mare Libero

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Alle spiagge del Conero i ripascimenti non servono

06 06 2011 Portonovo 025

Alle spiagge del Conero i ripascimenti non servono

Abbiamo appreso dalla stampa locale l’ipotesi di effettuare ulteriori ripascimenti sulle spiagge del Conero.
Questa decisione parrebbe motivata dal fatto che “il mare s'è mangiato la spiaggia”.

Noi del Comitato Mare Libero abbiamo già ampiamente dimostrato come questa credenza sia del tutto priva di fondamenti e come la comunità scientifica affermi all’unisono l’esatto contrario.

In un recente passato, sostenuti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine che sentitamente ringraziamo, abbiamo fatto notare come i ripascimenti sulle spiagge del Conero rischiassero di essere più un lucroso business che un mezzo per contrastare un vero problema.

I sedimenti delle pocket beach (spiagge delimitate da piccoli promontori) non sono statici e vengono continuamente mossi dall’azione del mare. Questo comporta diversi scenari della linea di costa che però non rappresentano una perdita di materiale.

Enzo Pranzini, uno dei massimi esperti di dinamica costiera scrive, nel volume “La forma delle coste” edito da Zanichelli, che l’erosione costiera è «la conseguenza di un deficit sedimentario del “sistema spiaggia” determinato dall’eccedenza delle uscite rispetto alle entrate»

Parlare perciò di erosione confrontando semplicemente due foto scattate dall’alto, come già visto fare in passato nei progetti della Regione Marche per giustificare la spesa di denaro pubblico dei ripascimenti, troviamo che sia un approccio che non consente di valutare gli effettivi volumi di sedimento presenti nelle spiagge.

Le pregiate spiagge del promontorio del Conero si meritano più attenzione e salvaguardia, sono state costruite nel tempo dalle forze della natura e non è ammissibile che ogni primavera si ripeta lo stesso teatrino di sempre, con richieste di ripascimenti motivati dalla suggestione che una linea di costa invernale provoca negli operatori turistici.

È giusto tutelare gli interessi economici di chi fa affidamento sulla spiaggia per svolgere il proprio lavoro, ma è altrettanto doveroso dimostrare in maniera scientifica e oggettiva la necessità di un intervento ecologicamente molto invasivo e molto costoso.

Ci auguriamo che in futuro si parlerà di ripascimenti solo dopo un comprovato deficit sedimentario del “sistema spiaggia”, nel frattempo chiederemo un incontro con l’assessore alla difesa del suolo e della costa Sciapichetti e il dirigente del servizio per illustrare le nostre ragioni.

Ancona il 01/04/2017

Comitato Mare Libero

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Ascensore del Passetto

Ancona Passetto ascensore

Foto di Claudio.stanco - Opera propria, CC BY-SA 3.0

Comunicato stampa

Ascensore del Passetto
per la tutela dei beni comuni e il buon senso, il Comune eviti lo spreco e l’arbitrio

In merito alla decisione del Comune di Ancona di spendere due milioni di euro per la ristrutturazione dell’ascensore del Passetto, ci chiediamo:

  • come mai si decida di spendere una cifra così alta per una ristrutturazione che potrebbe essere realizzata con spesa minore, per poi mettere in vendita beni che appartengono all’intera cittadinanza allo scopo dichiarato di ricavare risorse economiche;

  • come mai si affidi stranamente la progettazione ad architetti esterni all’amministrazione, e quindi si spenda denaro, quando il Comune dispone già di tecnici alle proprie dipendenze, validi e perfettamente in grado di realizzarla con un notevole risparmio economico;

  • come mai si decida in modo arbitrario di affidare questa non necessaria progettazione esterna proprio ad un determinato studio privato di architettura e non ad altri.

Chiediamo quindi al Comune che si provveda semplicemente ad ottemperare alle norme per la sicurezza dell’ascensore, permettendo che si possa continuare a tenerlo in funzione, affidando la progettazione ai tecnici dipendenti dell’amministrazione. In questo modo si risparmino risorse economiche, si evitino le scelte arbitrarie e si salvino dalla vendita beni pubblici che appartengono ai cittadini.

Il Comitato Mare Libero

 

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Scalaccia, il Consiglio di Stato boccia privatizzazione

Maggio 2013 0074

Articolo originale di VivereAncona

Scalaccia per tutti, il Consiglio di Stato boccia definitivamente il tentativo di privatizzazione

Il prof. Francecso Balsano dovrà accontentarsi della sua bella villa, e soprattutto rassegnarsi a “tollerare” il passaggio di cittadini e turisti, lungo il bellissimo sentiero che le passa proprio accanto lungo le lussureggianti rupi di Pietralacroce.

Lo ha deciso una volta per tutte il Consiglio di Stato, tanto che l’ufficio Patrimonio del Comune di Ancona sta perfezionando l’atto per ottenere la demolizione delle due colonnine “pirata” che da molto, forse troppo tempo, incombono abusivamente ai lati del sentiero, munite di congegno elettronico funzionante e quindi, nelle intenzioni di Balsano, funzionale alla sua chiusura. La svolta, in questa annosa quanto intricatissima vicenda giuridico-ambientalista, con la sentenza emessa dall’organismo di secondo grado della giustizia amministrativa il 19 maggio scorso. Il collegio dei magistrati ha infatti respinto, perché “infondato”, il ricorso presentato in appello dai legali di Balsano, noto medico residente a Roma, dopo che era già uscito sconfitto dal procedimento che aveva attivato al Tribunale amministrativo regionale delle Marche (Tar).

Ma facciamo un passo molto indietro nel tempo. Nel 2009 Balsano aveva fatto erigere le due colonnine in quanto considerava, e probabilmente ancora considera, lo stradello n° 13 denominato “Della Fonte-Scalaccia”, lesivo della sua privacy e dei suoi interessi. Lesivo perché? Perché un tratto passa proprio nel suo terreno, dove aveva ristrutturato un vecchio casolare rurale, trasformandolo in moderna abitazione per le vacanze. E anche quel tratto era ed è ovviamente percorso “da sempre” da passeggiatori ed escursionisti, dato che il sentiero è uno dei più suggestivi e panoramici della zona “Tre Valli di Pietralacroce”, labirinto di percorsi verdi che si tuffano magicamente nel mare della Riviera del Conero nell’area sud del comune ricompresa nella zona del Parco. Una zona di elevata valenza naturalistica e quindi iper tutelata. Balsano aveva anche tirato su un pergolato in legno e installato un impianto di illuminazione esterno alla villa, anche queste opere considerate abusi edilizi dal Comune e dal Parco del Conero. Tanto che si era visto bocciare dal primo ente una richiesta di sanatoria e negare dal secondo i nulla osta paesaggistici. Contro quei “no”, Balsano aveva presentato corpose perizie, ricorrendo appunto al Tar, che però l’8 maggio dell’anno scorso gli aveva dato torto. A distanza di un anno, le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato ricalcano quelle del Tar. Vero, infatti, che il medico romano nel 2004 aveva ottenuto dall’Amministrazione municipale il permesso di costruire (con due successive varianti) la sua elegante dimora estiva. Ma le colonnine incombenti ai bordi del sentiero, il gazebo e l’impianto luci, secondo il Comune, erano stati realizzati in difformità di quegli atti autorizzativi. Anche secondo i magistrati del Consiglio di Sato il Comune aveva argomentato in modo “adeguato” la decisione di rispondere picche al “colpo di spugna” della sanatoria. Di più. Il Consiglio di Stato ha chiarito una volta per tutte vari aspetti contestati da Balsano: non c’è dubbio che il sentiero n° 13 “Della Scalaccia” è proprio quello che fa da rilevantissimo sfondo alla controversia; incontestabile che sia incluso tra quelli riportati nel Piano e nel Regolamento del Parco del Conero; certo che il suo tracciato esiste da tempo immemorabile, ben prima della trasformazione del fabbricato rurale in villa; ergo, lo stradello è sottoposto alle disposizioni del Parco volte a salvaguardare paesaggio e ambiente, oltre alla piena fruibilità pubblica dell’intera area tutelata. In definitiva, per il Consiglio di Stato, l’interesse della collettività deve prevalere su quello di un privato: essendo “dimostrata la fruibilità pubblica del sentiero”, la stessa è ostacolata dalle “opere di sistemazione esterna (…), il pergolato in legno e le due colonne risultano idonee allo sbarramento del sentiero o a renderne assai difficoltosa la percorribilità pubblica”.

Finalmente, ora, dal versante mare di Pietralacroce e dalla meravigliosa sentieristica “Delle tre valli” si eleva metaforicamente un canto di vittoria. Una vittoria alla quale ha contribuito anche il movimento ambientalista anconetano. Basta ricordare la straordinaria manifestazione del pomeriggio del 12 maggio 2013 indetta da 12 associazioni. Quando oltre 500 persone, ritrovatesi al Forte Altavilla, avevano dato vita ad una pacifica marcia-passeggiata lungo la falesia, giungendo col pollice verde alzato, scandendo slogan e mostrando cartelli, fino al sentiero n° 13. Per poi dar vita a un sit in-dibattito nel prato vicino alla villa del prof. Franceso Balsano e alle due colonne “piratesche”. Ora non resta che attendere l’iter per lo smantellamento delle opere abusive, compreso l’impianto luci. I tempi? “L’Ufficio gestione edilizia municipale intimerà a Balsano l’ordine di demolizione delle opere abusive. – ha spiegato l’avvocato Gianni Fraticelli, legale del Comune nel procedimento amministrativo, mentre il Parco del Conero è stato assistito dal collega Giovanni Ranci – Balsano, ricevuto l’atto, avrà 90 giorni di tempo per provvedere, altrimenti rischia una sanzione, e qualora non dovesse ancora adeguarsi, sarebbe il Comune a demolire, rivalendosi poi su di lui per le spese”.

di Giampaolo Milzi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Basta Acqua Sporca

basta acqua sporca

Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Maestro d'Ascia

maestro d.ascia

Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

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