Pulizia dei fondali al Passetto, raccolti 700 kg di rifiuti

2011-03-31 Il Passetto 013 

 

Sabato 9 giugno i subacquei del Kòmaros Sub Ancona hanno ripulito i fondali del Passetto.

Dalle ore 10,00 alle ore 12,00 una trentina di subacquei, sia in apnea che con autorespiratori, hanno setacciato i fondali antistanti la spiaggia del Passetto raccogliendo vari quintali di rifiuti. Quella del Passetto è la spiaggia più anconetana di Ancona. Trascurato per decenni e con chiari segni di incuria il “Passetto” vuole tornare a nuovo splendore per iniziativa di tutti gli amanti del mare ed in prima fila i subacquei sportivi, i “Grottaroli” e gli imprenditori balneari.

Il Kòmaros Sub di Ancona da sempre cura e tutela il mare in generale e quello sotto casa in particolare. E’ in questo spirito che il Kòmaros Sub di Ancona ha organizzato la manifestazione “Pulizia dei fondali – Passetto 2012”, una iniziativa cui hanno aderito e dato la loro collaborazione l’Associazione dei “Grottaroli”, la Prima Circoscrizione, l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Ancona, la Capitaneria di Porto di Ancona, la Banca di Credito Cooperativo di Ancona, la ditta Carmar Sub e gli stabilimenti balneari della spiaggia.

La manifestazione ha avuto inizio alle ore 10,00. I subacquei volontari, sia in apnea che con autorespiratore, sono stati divisi in squadre assistiti dai gommoni del Komaros e dalle barche dei grottaroli. Appena scesi in acqua già dai primi metri hanno iniziato a raccogliere dai fondali rifiuti di ogni genere ammucchiatisi, sia per l’incuria umana, che per le mareggiate invernali che hanno portato a riva ogni tipo di rifiuto trasportato da venti e correnti. Recuperati tra gli altri due grossi cancelli in ferro, un carrello in acciaio per il varo delle imbarcazioni, vecchi pneumatici, reti ed attrezzature da pesca incagliate sugli scogli che continuano a fare danni all’ambiente per mesi.

Inoltre l’onnipresente ed indistruttibile plastica, molte bottiglie, taniche e contenitori vari in materiale plastico, boe sfondate, vecchi stivali. Complessivamente sono stati raccolti oltre 700 chili di rifiuti vari. La manifestazione odierna vuole essere soprattutto un messaggio destinato a tutti coloro che frequentano ed amano il mare a non abbandonare mai nulla sulla riva o nelle acque ed anzi, come da anni fanno i nostri associati, a recuperare i rifiuti che trovano durante la loro attività sportiva o ludica. L’iniziativa di oggi è anche un preludio per la gara di nuoto in mare di livello nazionale “MIGLIO DEL PASSETTO 2012”, giunta alla ventesima edizione e che si svolgerà proprio in queste acque sabato 14 luglio.


Fonte: Vivere Ancona

Cecilia Maria Totti

Corriere Adriatico 07-06-2012 La signora delle alghe

 

dal Corriere Adriatico del 07/06/2012


Cecilia Maria Totti

La signora delle alghe

Un telefono d’epoca alla parete. Un quadro di Corto Maltese. E poi mare, mare dappertutto. E il pc portatile dietro cui sorride Cecilia Maria Totti.

Posso dire signora delle alghe?

Mi chiamavano Miss alghe, ma Miss ora direi di no. Però sono coordinatrice del gruppo di algologia italiano.

Ecco, prima curiosità. Come si decide di essere biologa marina?

Non lo so. A volte le scelte sono guidate dal caso. Era una professione mitizzata nel mio immaginario: avevo letto Quel fantastico giovedì, che aveva come protagonista proprio un biologo marino. Ho iniziato con il tirocinio, poi le prime esperienze al Cnr. La scelta di studiare le alghe è venuta lì, quando ho scoperto che in Ancona a livello scientifico le alghe non venivano studiate da nessuno.

Divaghiamo. Che estate avremo dopo un inverno di neve?

Gli oceanografi sono molto interessati, perché possono essersi formate acque dense in Adriatico. Ma è questione che incide a livello oceanografico, non interessa la zona costiera.

E che mare ci aspetta?

Non influirà, non penso.

Se dico l’alga a Portonovo?

Quale tipo di alga? Sono tantissime e la maggioranza ha effetti positivi per l’ambiente e per la vita di tutti, sono cibo per i pesci e per i molluschi e producono ossigeno. Le microalghe sono responsabili di una gran parte della formazione dell’ossigeno. Capita spesso che mi telefonino amici dal mare e mi chiedano: c’è una schiumetta, è un’alga?

Allora diciamo Ostreopsis ovata...

Sì. Negli ultimi anni è stata rilevata in maniera costante in molte zone rocciose delle coste italiane e del Mediterraneo. In alcune aree si presenta con densità basse e non tali da destare allarme. In altre zone, dove il sito è poco profondo e protetto dall’azione delle onde, si possono raggiungere concentrazioni più elevate e il rischio associato può aumentare. Adesso ce n’è anche un’altra, di alga.

Un’altra?

L’alga russa. Ci sono state segnalazioni anche la settimana scorsa. Si chiama Noctiluca scintillans e quando è molto densa, in concentrazioni elevate, colora l’acqua di rosso e di notte crea luminescenze. I pescatori parlano di mare in amore. La tendenza del bagnante è guardare l’acqua come fosse una piscina, ma allora vada in piscina. Si dovrebbe godere della natura così com’è, non demonizzarla.

Ma l’Ostreopsis un tempo c’era?

Può essere che sia stata introdotta ex novo o che fosse presente ma in concentrazioni molto basse. Vive sul fondo, sulle rocce, sulle macroalghe. Forse nessuno l’aveva mai esaminata perché il prelievo in passato si faceva in superficie. Comunque sia, di recente ha proliferato.

Perché?

Sono fenomeni che non si legano all’inquinamento. Anzi, i siti hanno uno stato ambientale buono.

L’alga tossica al Passetto...

Dal Passetto a Numana in realtà. Si può trovare in tutti i siti rocciosi in concentrazioni più o meno elevate. Per fortuna nella nostra zona fiorisce verso la fine dell’estate e per i bagnanti è meno rilevante.

Tossica tossica?

Sicuramente sì, ma gli effetti sono personali. Alcune persone manifestano sintomi come tosse, irritazione delle prime vie respiratorie, febbre, congiuntivi e dermatiti, che comunque non danno gravi problematiche e rientrano nel giro di poco tempo. Ad altre persone non fa niente. Verso agosto invece, tra Palombina e Senigallia, ha fioritura intensa la Fibrocapsa japonica: è tossica per i pesci, ma da noi non ha mai creato problemi.

A forza di Ostreopsis ci siamo quasi dimenticati le mucillagini...

Un problema molto complesso.

Spieghi.

La mucillagine è un’aggregazione della materia organica in mare. Deriva da tante fonti ed è un piccolo mondo, si chiama proprio micro habitat. Prima dell’ultima mareggiata ce n’era una strisciata lungo tutto l’Adriatico. Qualche anno fa ci fu una segnalazione anomala invernale, perché fu un inverno caldo. E’ nota dal Settecento.

Un’esperta al mare: Portonovo o Passetto?

Sono due zone bellissime.

E lei dove va?

Sono appassionata del Passetto e della Seggiola del papa in particolare. Portonovo è troppo affollata, con troppe auto: ci vado in mezzo alla settimana o fuori stagione. La valorizzazione si fa conservando, non costruendo strade e parcheggi. Portonovo sarebbe bella da godere in bicicletta, ma non voglio entrare nel mestiere degli altri.

L’idea di liberare il Lago grande e di ripristinare la duna...

Non è proprio il mio settore, ma il progetto è molto bello. Ripristinare la duna è un’idea ottima, ma si farà davvero? Comunque, deve esserci un progetto globale: si ripristina la duna e si passa con la ruspa a spianare la spiaggia?

Quindi, Passetto...

Una zona di grandissimo interesse anche dal punto di vista della biologia marina, anche con specie protette come il dattero di mare e la pinna nobilis. Un collega incaricato di uno studio sui siti di interesse comunitario ha proposto alla Regione di estendere l’area tra Portonovo e Numana, già inserita, fino al Passetto e al porto, comprendendo anche con la grotta azzurra. Un sito che andrebbe protetto e lasciato così com’è, ovviamente messo in sicurezza. E’ la spiaggia degli anconetani: bellissima, accessibile.

La Seggiola del papa come ritrovo (tappa fissa di altri due Personaggi allo specchio: Jolanda Brunetti e don Fausto Focosi).

E’ un posto dove non va chi fa il turismo di massa, ma è meraviglioso. C’è lo scoglio per i tuffi, puoi guardare sotto con la maschera. E trovi amici con cui scambiare opinioni. E’ uno dei miei posti preferiti. Meravigliosa anche la Scalaccia.

Una algologa fa le vacanze al mare?

Spesso sì, ma mi piace anche la montagna o vedere le città. Sto al mare quando sono qui.

E quando non si occupa di alghe?

L’alga è una passione e quello del ricercatore è un lavoro a tempo pieno. In realtà non avremmo un orario, ma io spesso trascorro sabati e domeniche a studiare e a preparare lezioni, non mi rimane molto altro tempo. D’estate appena posso vado comunque al mare.

Che impressione le fa entrare agli Ospedali riuniti e trovare l’auditorium Sandro Totti?

Mi onora molto, mio padre era amato. Mi dà orgoglio ma anche un po’ di tristezza.

Si metta nei panni di suo marito e indichi quale inquadratura sceglierebbe per descrivere Ancona.

Di Ancona mi piace tutto. Il quartiere Adriatico, perché ci vivo ed è quello in cui ho vissuto più tempo. Corso Amendola pieno di negozi, il Mercato delle Erbe e quello di via Maratta. Trovo carinissima Pietralacroce. Mi piacciono Monte Cardeto, la città vecchia e il porto. Anche gli Archi, quartiere multietnico cui si pensa meno, ma molto vissuto. Ancona è bella, non riuscirei a trovare una inquadratura.

Se Ancona fosse un’alga?

Amo tutte le alghe e amo Ancona, non posso fare una scelta. Per me le alghe sono positive, devono esserci, altrimenti è un problema.

Un’idea per la città?

So di dire una cosa banale, ma vorrei il porto accessibile e senza barriere. Ho in mente Spalato: lasci i bagagli in un deposito che costa pochissimo e vai a piedi in centro. Un’altra: basta con i parcheggi e le residenze di lusso. Mio padre ci teneva: mantenere l’ex Umberto I come poliambulatorio. Glielo avevano assicurato.

alessandra camilletti,

Fonte: Corriere Adriatico

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Parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

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AL PRESIDENTE DELLA AUTORITA' PORTUALE DI ANCONA

p.c.    ALLA STAMPA

Oggetto: parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

Gentile Presidente,

rispondiamo alla Sua richiesta di ricevere da noi un contributo sul progetto che ha avuto la cortesia di presentarci circa due mesi fa.

A nostro parere, l'aver autorizzato da parte della Regione Marche la realizzazione di un rigassificatore senza che esso fosse previsto nel Piano Energetico Regionale (PEAR), ha indotto diverse imprese italiane e straniere a tentare l'assalto al “ventre molle” del Centro Italia, con progetti che riguardano lo sbarco e lo stoccaggio di gas.

Così, oltre il rigassificatore di Falconara dell'API e quello in progetto per Porto Recanati della Gas de France, abbiamo il progetto di stoccaggio del gas nel sottosuolo di San Benedetto del Tronto, il progetto di stoccaggio del gas nel mare davanti a Senigallia, il progetto italo egiziano di terminale del gas “compresso” nel porto di Ancona.

Ciò avviene, a nostro parere, senza considerazione dei gasdotti già costruiti e di quelli in costruzione, e della assenza di effettiva necessità nazionale di ulteriori approvvigionamenti di gas.

Si deve tener presente inoltre che il business della commercializzazione del metano, sotto qualsiasi forma, perpetua la nostra dipendenza dalle energie fossili che per il nostro paese significa deficit di bilancia commerciale e sottrazione di risorse per sviluppare le energie rinnovabili.

La Regione, se dovesse continuare a favorire tali progetti industriali, contraddirebbe le proprie campagne pubblicitarie milionarie a favore de “Le Marche all'infinito”, riducendo drasticamente il richiamo del turismo, delle produzioni DOP e IGP che non troverebbero alcuna consistente compensazione in posti di lavoro ed in un rischio inquinamento perpetuo del nostro mare.

Rifiutiamo infine la logica della Italia come “hub” del gas per l'Europa, sostenuta dal ministro Passera, che contraddice i progetti europei di forte sviluppo delle energie alternative.

Nello specifico, in riferimento al progetto che riguarda il porto di Ancona, vi sono a nostro parere numerose controindicazioni al suo realizzarsi :

  • pericoloso affollamento in mare di navi gasiere davanti al Cònero (da 360 a 1000 l'anno) che si incrocerebbero con le ancor più pericolose maxinavi che porteranno gas liquido per il rigassificatore all'isola dell'API in numero di 50-100 l'anno, ed alle navi che continueranno a portare petrolio alla raffineria dell'API;

  • aumento della pericolosità delle attività portuali anconetane e costiere per il rischio esplosivo e la necessità di realizzare lungo la costa una pipeline che dal porto, passando per le spiagge di Torrette, Palombina e Falconara, arrivi fino alla rete della SNAM, in piena area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA);

  • forte condizionamento dello sviluppo delle attività portuali passeggeri e commerciali di Ancona con la cessione per 50 anni di 5000 mq di superficie portuale necessaria, invece, per liberare il porto storico di Ancona come previsto dal nuovo Piano Regolatore del Porto.

  • ulteriore degrado per la città e l'hinterland, per le attività turistiche lungo la costa, di pesca e della nautica nel mare antistante Ancona, senza alcuna ipotesi di lavoro per i cantieri navali e senza nuovi posti di lavoro.

Riteniamo che la Regione Marche, più che di ulteriori impianti impattanti o dannosi per l’ambiente e la salute, abbia urgenza di avviare un serio risanamento di tutta l’Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale rivedendo le scelte finora fatte.
Perché allora – diciamo noi in modo provocatorio - la Regione non promuove l’arrivo del gas “compresso” direttamente all’isola dell’API, annullando il rigassificatore API e liberando così la nostra costa da quelli che noi riteniamo sicuri pericoli?
Il rispetto dei diritti dei cittadini viene infatti prima di qualsiasi presunta esigenza energetica o volontà di fare profitto di pochi a danno della comunità.

A nostro parere la Regione Marche, che dovrebbe avere ormai grossi dubbi sulla garanzia dell'occupazione offerta dall'API per la Raffineria, (nonostante essa abbia detto sì al rigassificatore), dovrebbe far sentire finalmente la sua voce a difesa del territorio e dei suoi cittadini, lasciando da parte la difesa sperticata degli interessi industriali dei soliti noti.

Dovremo attendere un nuovo governo regionale per respingere l'assalto al nostro territorio e difendere l'interesse pubblico?
Ma, ovviamente, questa domanda non è rivolta a Lei.

Sicuri di averLe illustrato quelle che noi riteniamo forti e ragionevoli controindicazioni al progetto del terminal gas che Lei, e solo Lei, ha sentito il dovere di illustrarci, (e di ciò gliene diamo atto), Le si inviano i più distinti saluti.

ACU Marche
Associazione Comitato Quartiere Villanova (Falconara M.)
Comitato Mare Libero
Comitato Mezzavalle Libera
Comitato Territorio Sostenibile
Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina
Forum Paesaggio Marche
Italia Nostra Ancona
Italia Nostra Marche
La Lupus in Fabula
Luoghi Comuni
Onda Verde Onlus (Falconara M.)
Polis Nova
Terra Mater
Unione Inquilini Marche
WWF Marche

 


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Grazie NOE

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I NOE SEQUESTRANO IL PENNELLO DAVANTI AL FORTINO


Ringraziamo i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Ancona per l’attenzione e l’efficienza con cui, anche facendo seguito a nostre segnalazioni (30/09/2011 Pennelli Frangiflutti Sbagliati), agiscono per la tutela del bene comune, in questo caso  denunciando per abuso edilizio e violazione dell’art.181 del decreto legislativo 42/2004 i responsabili dei lavori di rifioritura dei pennelli realizzati di fronte al Fortino Napoleonico di Portonovo alcuni mesi fa.

Nell’occasione ci permettiamo di far osservare che l’intero progetto della Regione Marche che ha interessato le spiagge di Portonovo  e denominato “Manutenzione straordinaria del litorale di Portonovo di Ancona”, sulla base della legislazione italiana ed europea avrebbe dovuto essere sottoposto a procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma la nostra legislazione regionale deroga in modo inspiegabile da tale obbligo.  
Un ripascimento artificiale di spiagge a nostro avviso non si può considerare una “manutenzione straordinaria” e il fatto che l’unione europea richieda il VIA per tali interventi lo sta chiaramente a dimostrare.

Inoltre ci chiediamo come gli stessi presunti interventi di controllo degli habitat che dovrebbero far seguito ai ripascimenti possano aver validità scientifica quando non è mai stata effettuata una vera mappatura di dettaglio degli habitat esistenti nella baia di Portonovo.

Facciamo quindi appello a tutti i cittadini perché spingano la Regione Marche a dotarsi al più presto di strumenti giuridici e scientifici adeguati per tutelare efficacemente il litorale della riviera del Conero prima che altri danni vengano a sommarsi a quelli che potrebbero essersi già realizzati.

ANCONA, 08/02/2012

Comitati: Mare Libero e Mezzavalle Libera

 

2012-02-08 Comunicato stampa Noe pennelli-445

Prima dell.intervento-445

Durante l.intervento-445

Dopo l.intervento-445


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Oddo Stecconi, tra campi e poesia, il video ritratto di uno degli ultimi Maestri d'Ascia del Monte Conero

Basta Acqua Sporca

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Video divulgativo sulla dinamica costiera delle spiagge del promontorio del Conero

Al Passetto tra Grotte e Falesia

Alla costa del Conero i ripascimenti non servono

Ci dicono che i ripascimenti sono necessari perché negli ultimi 50 anni il mare si è divorato la costa.
Eppure, come potete vedere dalla foto, anche all'inizio del ‘900 durante le mareggiate le spiagge sparivano.

La raccolta dei polpi min

Oggi invece basta un minimo di mare agitato che subito si invocano opere di difesa costiera.

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